Naufragio di Cutro, gli interrogatori dei tre esperti Frontex: «Probabilmente si poteva fare di più»

Autore Giorgia Rieto | sab, 26 set 2026 18:44 | Naufragio-Di-Cutro Cutro

Dagli atti dell’inchiesta emergono le dichiarazioni rese dai tre esperti italiani presenti nella sala operativa di Frontex

«Probabilmente poteva essere fatto di più». È una delle dichiarazioni emerse dagli interrogatori svolti dalla Procura di Crotone nell’ambito dell’inchiesta sul naufragio di Cutro, costato la vita a 94 persone, tra cui 35 minorenni.

A pronunciare queste parole è stato Paolo Magistri, esperto Sar della Guardia costiera, quella notte in servizio nella sala operativa di Frontex a Varsavia. Magistri è stato ascoltato lo scorso 2 luglio dal sostituto procuratore della Repubblica di Crotone, Matteo Staccini, come persona informata sui fatti.

Il suo interrogatorio, insieme a quelli di altri due esperti italiani presenti nella sala operativa di Frontex nella notte del 26 febbraio 2023, è stato acquisito nell’ambito degli approfondimenti della Procura sulla gestione dell'evento e, in particolare, sulla classificazione dell'imbarcazione segnalata.

«Si poteva alzare l’elicottero per intercettarla», ha affermato Magistri, aggiungendo però una considerazione sulla navigazione dell'imbarcazione: «Se andavano in porto probabilmente non succedeva perché la navigazione era coerente, normale, in sicurezza, almeno in apparenza, quindi, se andavano in porto non sarebbe successo».

Il sospetto che fosse una barca di migranti

Secondo quanto emerge dagli interrogatori, uno dei punti sui quali la Procura sta concentrando l'attenzione riguarda proprio la valutazione iniziale dell'imbarcazione avvistata.

Alla domanda del pm se ci fosse «il sospetto/quasi certezza» che potesse trattarsi di una barca utilizzata da migranti, Magistri ha risposto affermativamente.

L'esperto ha spiegato che a far propendere per questa ipotesi furono diversi elementi, tra cui una telefonata proveniente dalla Turchia e la rotta seguita dall'imbarcazione.

«In realtà, data la telefonata in Turchia e la rotta che seguono, che di solito evitano alcune posizioni, ci ha fatto desumere che fosse comunque un evento migratorio», ha riferito Magistri.

Una valutazione che, secondo quanto ricostruito negli atti, portò alla segnalazione dell'evento al Team leader, in accordo con il collega della Guardia di finanza presente nella sala operativa.

La classificazione dell'evento sotto esame

Gli interrogatori sembrano inserirsi nell'approfondimento avviato dalla Procura di Crotone sulla classificazione dell'evento e sulle informazioni trasmesse nelle diverse fasi precedenti al naufragio.

È stato ascoltato anche Giovanni Ligas, team leader di Frontex, interrogato il 20 giugno 2026. Nel corso dell'audizione gli è stata sottoposta una contraddizione contenuta nella documentazione di Frontex acquisita agli atti dell'inchiesta.

Nella stessa segnalazione, infatti, compare inizialmente l'espressione “possible migrant boat”, mentre poche righe più avanti l'imbarcazione viene descritta come una piccola barca ritenuta da diporto.

Ligas ha ricondotto la differenza a un errore materiale commesso dal delegato della società che gestiva il servizio aereo per conto di Frontex.

«Dalla mia prospettiva questo si chiama “typo”, un copia e incolla», ha spiegato Ligas durante l'interrogatorio, precisando che nella parte relativa all'avvistamento erano comunque indicati gli elementi osservati.

I tre esperti italiani

Oltre a Magistri e Ligas, la Procura ha ascoltato anche Vincenzo Walter Pascalicchio, esperto di law enforcement della Guardia di finanza.

I tre erano in servizio nella sala operativa di Frontex la notte del naufragio e sono stati sentiti come persone informate dei fatti. Nessuno dei tre risulta indagato.

Gli interrogatori rappresentano quindi un ulteriore elemento degli approfondimenti della Procura, mentre prosegue il procedimento sui mancati soccorsi legato alla tragedia di Cutro.

Al centro resta la ricostruzione di quanto avvenuto nelle ore precedenti al naufragio, delle informazioni disponibili, della loro classificazione e delle decisioni assunte rispetto all'imbarcazione.

Le parole di Magistri riaprono così il tema delle possibilità di intervento nelle ore precedenti alla tragedia, ma saranno gli ulteriori accertamenti dell'autorità giudiziaria a dover chiarire la sequenza delle decisioni e delle comunicazioni che precedettero il naufragio.

Una ricostruzione ancora al centro dell'attività investigativa, a più di tre anni dalla tragedia che sconvolse la costa calabrese.

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