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“Perdersi per ritrovarsi”: a Reggio Calabria la malattia come punto di partenza per un nuovo inizio

Autore Grazia Candido | mar, 15 set 2026 08:07 | Linfovita Cura Malattia Stelitano

Un confronto sul significato dell’esperienza della patologia, tra ricerca, cura e sostegno alla persona

Informazione, confronto, ricerca e soprattutto attenzione alla persona. È stato questo il filo conduttore di “Perdersi per ritrovarsi – L’esperienza della malattia come punto di partenza per un nuovo inizio”, l’evento svoltosi nei giorni scorsi a Reggio Calabria, presso l’E-Hotel, in occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sui Linfomi, celebrata in anticipo.

Un appuntamento che ha riunito esperti, professionisti e rappresentanti del mondo dell’associazionismo, creando uno spazio di dialogo dedicato non soltanto agli aspetti clinici e scientifici della malattia, ma anche alla dimensione umana ed emotiva di chi affronta un percorso di cura.

Il titolo dell’incontro, “Perdersi per ritrovarsi”, racchiude proprio questa prospettiva: la malattia può rappresentare un momento di profonda difficoltà e disorientamento, ma anche l’occasione per riscoprire nuove consapevolezze, nuove relazioni e una diversa idea del proprio percorso di vita.

A promuovere e accompagnare l’iniziativa è stata la realtà Linfovita, con la partecipazione di tantissimi volontari e della presidente Olimpia Buccinnà, da tempo impegnata nel sostegno e nella vicinanza alle persone che vivono l’esperienza dei linfomi. La presenza dell’associazione ha sottolineato ancora una volta quanto sia importante affiancare al percorso sanitario una rete di supporto capace di ascoltare i bisogni dei pazienti e delle loro famiglie.

Tra i protagonisti dell’incontro anche la dottoressa Caterina Stelitano che ha voluto condividere al termine della giornata un messaggio di profonda gratitudine.

"È stato un piacere ritrovarci in occasione della Giornata Mondiale per la Consapevolezza sui Linfomi, che abbiamo celebrato in anticipo - ha affermato, ricordando come questa ricorrenza rappresenti "un’importante opportunità di informazione, prevenzione, confronto e ricerca".

Ma il messaggio più importante, secondo Stelitano, riguarda la dimensione umana della cura: "Nel percorso di cura non si è soli. La cura non è solo terapia, ma ascolto, vicinanza e fiducia".

Una filosofia che ha trovato concretezza anche nella presenza di autorevoli professionisti e relatori. Tra gli ospiti, la professoressa Lydia Scarfò e il dottor Elpidio Cerere, che hanno portato il proprio contributo specialistico, offrendo ai partecipanti occasioni di approfondimento e confronto sui temi legati alla malattia e al suo trattamento.

Particolarmente significativa anche la partecipazione di Emanuele Boccaccini, autore del cortometraggio proiettato nell’ambito dell’iniziativa. Attraverso il linguaggio cinematografico, l’esperienza della malattia è stata così raccontata da una prospettiva capace di parlare non soltanto alla ragione, ma anche alle emozioni.

L’incontro ha rappresentato, dunque, un momento di sensibilizzazione nel quale scienza e umanità si sono incontrate. Da una parte la necessità di continuare a investire nella ricerca, nella prevenzione e nell’innovazione terapeutica; dall’altra la consapevolezza che ogni percorso di cura coinvolge una persona nella sua totalità, con paure, speranze, fragilità e desiderio di tornare a guardare al futuro.

Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche agli amici di AbbVie, il cui contributo ha reso possibile la realizzazione dell’evento, e a tutto lo staff di Linfovita.

"La vostra fiducia ed il vostro affetto sono il motivo per cui continuo a dedicarmi ai pazienti. Mi avete regalato emozioni e coraggio. Da sola non sarei nulla" - ha concluso la dottoressa Stelitano, rivolgendosi proprio alle persone che quotidianamente accompagna nel loro percorso.

“Perdersi per ritrovarsi” ha lasciato così un messaggio che va oltre la singola giornata: anche nei momenti più difficili, il percorso della malattia non deve essere affrontato in solitudine. Accanto alle cure e alla ricerca, esistono l’ascolto, la vicinanza, la fiducia e una comunità capace di accompagnare ogni persona verso un possibile nuovo inizio.

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