Camminare per rinascere: a Reggio Calabria l’esperienza della Camminata Metabolica

Autore Giorgia Rieto | mar, 15 set 2026 11:30 | Reggio-Calabria Camminata-Metabolica

La Camminata Metabolica combina il cammino con esercizi mirati, lavoro sulla postura e stimoli capaci di coinvolgere corpo e mente

Non soltanto passi, esercizio fisico e postura. Dietro la Camminata Metabolica c’è un’idea più profonda: rimettere in movimento il corpo per rimettere in movimento anche la propria vita.

È questo il messaggio emerso dall’esperienza vissuta martedì 8 settembre a Reggio Calabria insieme a Stefano Fontanesi, ideatore della Camminata Metabolica, arrivato in città per presentare personalmente un metodo che negli ultimi anni si sta diffondendo in diverse realtà italiane.

A portare questa esperienza sul territorio reggino è stata AnnaElisa Meliadò, Trainer di Camminata Metabolica, già conosciuta per il suo impegno nel campo del benessere e per la proposta dello Yoga della Risata.

La Camminata Metabolica combina il cammino con esercizi mirati, lavoro sulla postura e stimoli capaci di coinvolgere corpo e mente. Al centro, però, c’è soprattutto la persona: la sua energia, la consapevolezza del proprio corpo e la capacità di ascoltare e attraversare le proprie emozioni.

Ed è proprio in questa dimensione che il racconto di Stefano Fontanesi assume un significato particolare.

La sua è anche una storia di rinascita, fatta di momenti difficili, sofferenza e della possibilità di trasformare ciò che accade nella propria vita in qualcosa di nuovo. Da quell’esperienza è nato un percorso che oggi viene condiviso con migliaia di persone.

Durante l’incontro, uno degli aspetti più significativi è stato proprio il concetto secondo cui non è necessario essere perfetti per aiutare gli altri a stare meglio.

La Camminata Metabolica non sembra cercare soltanto corpi perfetti da esibire. Punta piuttosto su persone capaci di accompagnare altre persone in un percorso verso una maggiore energia, consapevolezza e benessere interiore.

Il corpo cambia, la postura può migliorare, ci si muove e ci si allena. Ma l’obiettivo non è soltanto quello che vediamo davanti allo specchio.

È ciò che accade dentro.

Ed è probabilmente questo l’aspetto che rende l’esperienza interessante anche al di fuori del mondo del fitness.

Durante la camminata nasce infatti una riflessione che potrebbe aprire una prospettiva importante: perché non portare un’attività di questo tipo anche nelle scuole?

I ragazzi hanno bisogno di strumenti attraverso i quali imparare a riconoscere e gestire le proprie emozioni, scaricare le tensioni, entrare in relazione con il proprio corpo e comprendere che fragilità e difficoltà non devono necessariamente essere nascoste.

Si può imparare anche a trasformarle.

Non servono sempre una cattedra e una lezione per parlare ai giovani di emozioni. A volte può bastare camminare, respirare, muovere il corpo, ascoltare una voce e, soprattutto, imparare ad ascoltare se stessi.

La giornata vissuta a Reggio Calabria ha lasciato proprio questa sensazione: si è camminato per allenare il corpo, ma forse, senza accorgersene, si è allenata soprattutto la capacità di stare meglio con se stessi.

E se il movimento può diventare anche uno strumento di educazione emotiva, allora vale la pena immaginare che esperienze come questa possano uscire dai luoghi tradizionalmente dedicati al fitness ed entrare nelle scuole, nei territori e nelle comunità.

Perché, come insegna la storia che sta dietro questa esperienza, qualche volta da un momento difficile può cominciare un cammino nuovo.

di Francesca Pizzi 


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