Minacce al sindaco Scarcella: "Ora basta, mi incateno al Comune e inizio lo sciopero della fame"

Autore Redazione Web | gio, 10 set 2026 13:24 | Simona-Scarcella Minacce Protesta Gioia Tauro

Dura presa di posizione del primo cittadino di Gioia Tauro che non ha ottenuto riscontro dalla Commissione nazionale antimafia

"Da lunedì mi incatenerò al Comune di Gioia Tauro e inizierò lo sciopero della fame. Abbiamo scritto, insieme alla mia giunta, al Viminale e alla Commissione nazionale antimafia, e non ci hanno risposto".

Lo dichiara all'Ansa la sindaca di Gioia Tauro, Simona Scarcella, in merito alle due gravi intimidazioni subite negli ultimi otto mesi. "Entrambe - ricostruisce - con messaggi consegnati a mano nella mia abitazione. Il 18 dicembre ho ricevuto una busta con dentro un biglietto di auguri di Natale e 7 proiettili, di cui 4 di Kalashnikov. Dopo questo episodio la Prefettura di Reggio Calabria non ha inteso fare nulla. Il 25 agosto ho ricevuto una lettera dove c'era scritto: “Se scrivi ancora ti scanniamo i figli e il cane”. Mio figlio minore è diabetico e tutte le sere escono, con il cane, a camminare perché gli fa bene per la sua patologia, ma da 15 giorni sono chiusi in casa".

"Il 26 agosto - spiega Scarcella - ho inviato una Pec alla Prefettura chiedendo che venissero adottate le forme che ritenevano opportune di tutela, ma non ho mai ricevuto, fino a oggi, una risposta, né formale né informale. Ho appreso dai giornali che hanno convocato una riunione tecnica di coordinamento che non mi è stata comunicata, né preventivamente né mi sono stati comunicati gli esiti. In un comunicato stampa, vergognoso, la Prefettura, per giustificare 11 giorni in cui non ha fatto nulla, scrive che l'hanno appreso dai social, quando io ho una Pec con ricevuta di consegna".

"Dal momento che il Prefetto di Reggio Calabria - osserva Scarcella - mi ha inviato una Commissione d'accesso ispettivo, ovviamente non vuole darmi una tutela perché questo potrebbe contrastare con l'idea che ha del Comune di Gioia Tauro. Ho informato la Prefettura, con dovizia di particolari, di provvedimenti importanti che ho preso, perché la Commissione d'accesso non doveva essere mandata a me, ma a qualche altra amministrazione", sottolinea.

La prima cittadina spiega come al centro della vicenda ci sia adesso "la sicurezza di due ragazzi innocenti". "Considerato che hanno toccato i miei figli, io vado avanti, perché su questa cosa pretendo giustizia", dice Scarcella. "Almeno una pattuglia davanti casa. Ma non lo vogliono fare perché loro hanno creato qualcosa che deve riflettersi sulla mia onorabilità personale, tra l'altro qualcosa non suffragato da nulla. Ma faccio una domanda provocatoria: supponiamo che io sia l'amante di Totò Riina, se nello Stato italiano minacciano due ragazzi innocenti di morte, hanno diritto a protezione questi ragazzi o no?", prosegue la sindaca di Gioia Tauro.

"Considerato che sono incensurata, non ho un'indagine su di me, non ho ricevuto nulla su di me, ancora la Commissione d'accesso sta lavorando, ma è possibile che i miei figli, due ragazzi che non c'entrano niente, debbano subire tutto questo? Io so - afferma - perché mi hanno mandato l'intimidazione, e lo sa anche la Prefettura di Reggio Calabria e le forze dell'ordine, perché non prendono provvedimenti?".

"Io mi incateno qui e faccio lo sciopero della fame finché il ministro Piantedosi non viene a Gioia Tauro, perché lo deve ai cittadini, perché non abbiamo un marchio d'infamia, qui ci sono persone perbene. Ma è possibile che al sindaco di Bologna, solo perché sui social gli hanno scritto “sappiamo dove abiti”, hanno disposto una scorta e al sindaco di Gioia Tauro, che vive in un territorio terribile, no?", osserva la prima cittadina.

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