Maria Angela Placanica è intervenuta di recente a Reggio Calabria nel corso del convegno "Quando la scienza svela il crimine"
Il caso di Fausto Dardanelli, il carabiniere trovato senza vita nella sua auto a Bagaladi dieci anni fa, continua a sollevare interrogativi. Archiviata come suicidio, la morte del militare è al centro di una lunga battaglia legale e mediatica condotta dalla madre, Maria Angela Placanica.
L'ultimo capitolo di questa vicenda si è svolto durante un convegno organizzato dall'Ordine dei Biologi, in collaborazione con l'Ordine degli Avvocati, dal titolo "Quando la scienza svela il crimine". Un'occasione in cui Maria Angela Placanica è tornata a far sentire la sua voce, ribadendo la sua convinzione: "Se oggi, a distanza di dieci anni, siamo ancora al punto di partenza, è perché non sono state fatte mai le analisi dovute".
La signora Placanica ha sottolineato l'importanza di intervenire tempestivamente sulla scena del crimine: "Da mio figlio non è stata presa la temperatura, non sono state prese le impronte, non è stato analizzato il terreno, tutti fattori che avrebbero potuto darci una spiegazione a questa morte".
Il caso, chiuso in soli tre giorni, è stato descritto come "emblematico" dalla madre, che lamenta la mancanza di "tutti gli approfondimenti che abitualmente vengono svolti". Tuttavia, la signora Placanica non si arrende: "Io intendo ancora proseguire per quello che mi è possibile, finché mi rimane la forza".
A sostegno della sua battaglia, la madre del carabiniere ha annunciato la creazione di un'associazione e di un comitato, invitando tutti a unirsi a lei per chiedere "giustizia e verità per Fausto". Un appello accorato, rivolto a coloro che l'hanno seguita in questi anni, sui social media e attraverso i canali di informazione, per continuare a mantenere accesi i riflettori su un caso che, a distanza di un decennio, continua a presentare molti lati oscuri.