Sul fronte governance è inammissibile il ricorso di Francesco Perrelli contro la nomina di Francesco Dattola a direttore generale
L’Università per Stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria prova a lasciarsi alle spalle un lungo periodo di instabilità con l'obiettivo di «trasformare l’ateneo in un punto di riferimento internazionale». Il Consiglio di amministrazione ha varato il Piano strategico 2027-2029, una programmazione ambiziosa concepita per superare un’offerta formativa confinata in prevalenza ai mesi estivi e mirata a portare in riva allo Stretto giovani che possano studiare e vivere in città durante tutto l’anno. Tra le novità didattiche spiccano l'innesto di nuovi docenti, l'avvio di percorsi universitari inediti e il lancio, per l’anno accademico 2027-2028, del "Foundation Year", canale preparatorio studiato per agevolare l’accesso degli studenti esteri negli atenei italiani.
Per sostenere l'ampliamento delle attività e dei servizi, l'università ha avviato una ricognizione nel comune reggino per individuare un immobile tra i 3.000 e i 5.000 metri quadrati da destinare a nuova sede accademica.
Parallelamente, si cerca di consolidare l'assetto istituzionale: sul fronte giudiziario, il TAR ha dichiarato inammissibile, senza entrare nel merito delle contestazioni, il ricorso di Francesco Perrelli contro la nomina del direttore generale Francesco Dattola, demandando la materia al giudice del lavoro e confermando Dattola in carica. Resta invece fissata per il 2 dicembre l'udienza di merito sul ricorso presentato dal Ministero dell'Università e della Ricerca in merito agli atti di elezione del rettore Carlo Felice Casula, per i quali non era stata concessa alcuna sospensiva cautelare.
La Dante Alighieri affronta così un momento cruciale, nel quale la priorità sarà trasformare la programmazione in risultati concreti e garantire piena stabilità alla governance per dare respiro globale alla comunità universitaria cittadina.