Il progetto, realizzato all'interno di un immobile confiscato di via Diano, nasce dalla collaborazione tra l'ASP e il Comune
È stata inaugurata a Reggio Calabria, all'interno di un bene confiscato in via Diano, la sede dell'Equipe Integrata Multidisciplinare per i progetti di vita (EISS), la prima struttura di questo tipo in Calabria. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l'ASP e il Comune per offrire percorsi di assistenza e reinserimento personalizzati a persone fragili e disabili. All'interno della struttura saranno presenti medici e personale socio-assistenziale in grado di fornire risposte complete all'utenza.
"Oggi è la fine di un percorso iniziato un paio di anni fa e l'inizio di un nuovo modo di fare l'integrazione socio-sanitaria", ha dichiarato Maddalena Berardi, Direttore generale dell'ASP Reggio Calabria. L'obiettivo è quello di costituire un'equipe che possa "prendere in carico tutti i soggetti che nel territorio manifestano necessità socio-assistenziali e socio-sanitarie". Berardi ha sottolineato l'importanza di questo "punto fisico", un luogo dove l'utente può trovare lo specialista e l'assistente sociale per farsi prendere in carico e costruire un progetto di vita.
Lucia Fio, Assessore comunale al Welfare, ha espresso grande soddisfazione, sottolineando come questo risultato sia il frutto della sinergia tra il mondo sociale e quello sanitario. "Non guarderemo semplicemente a costruire dei servizi intorno alla persona che ha disabilità - ha affermato Fio - noi cercheremo di costruire una vita, un progetto di vita". Questo significa non solo rendere partecipi le persone con disabilità della realtà sociale, ma anche "costruire un progetto lavorativo", per dare loro l'opportunità di sentirsi "persone realizzate".
Fortunata Tripodi, Coordinatrice dell'integrazione socio-sanitaria, ha spiegato come l'idea sia nata dalla necessità di "creare un'integrazione tra il sociale e il sanitario per prendere in carico globalmente il paziente a 360 gradi". "Da sola la sanità non lo può fare, da solo il sociale non lo può fare - ha concluso Tripodi - e quindi abbiamo pensato di integrarci. Vogliamo camminare insieme, vogliamo abbattere i muri e vogliamo fare un altro tipo di scienza, una scienza del cuore".