Le iniziative hanno coinvolto numerosi studenti, preoccupati per l'aumento dei prezzi e per le difficoltà economiche
Sono state oltre 1.500 le persone scese in piazza a Cosenza e circa 200 quelle che hanno manifestato a Catanzaro in occasione dello sciopero generale proclamato dall'Usb. Due cortei per portare all'attenzione delle istituzioni il crescente costo della vita, il caro carburanti e la richiesta di maggiori investimenti in lavoro, salari, istruzione e sanità anziché nelle spese militari.
A Cosenza (vedi video sotto) la protesta ha preso il via da piazza Loreto, con una partecipazione ampia e trasversale. Al fianco di studenti, docenti e lavoratori hanno sfilato agricoltori a bordo dei trattori, autotrasportatori, piccoli imprenditori, attivisti e rappresentanti sindacali. Una mobilitazione che ha riunito diverse categorie sociali, accomunate dalla preoccupazione per l'aumento dei prezzi e per le difficoltà economiche delle famiglie.
«Il tema del carovita e della guerra ci riguarda tutte e tutti. Siamo qui perché crediamo che le lotte si debbano fare insieme, perché solo uniti si vince», ha dichiarato una studentessa intervenuta durante la manifestazione, chiedendo risposte concrete al governo di fronte al disagio sociale.
Tra gli obiettivi della protesta anche la contestazione delle politiche economiche e militari dell'esecutivo guidato da Giorgia Meloni, accusato dai manifestanti di privilegiare gli interessi delle banche e delle compagnie petrolifere rispetto ai bisogni dei cittadini.
«Dobbiamo dire basta a questa economia di guerra», ha affermato Stefano Catanzariti, rappresentante dell'Usb, sottolineando la necessità di destinare maggiori risorse al lavoro, ai salari e alle famiglie, intervenendo sui rincari di carburante, energia e beni di prima necessità.
A Catanzaro (vedi video sopra) il corteo, composto da circa 200 partecipanti, ha attraversato corso Mazzini dopo il concentramento iniziale in piazza Matteotti, con arrivo in piazza Prefettura. Presenti aderenti all'Usb, esponenti di Potere al Popolo, Avs e Arci, insieme a numerosi studenti provenienti da diversi istituti superiori cittadini.
Al centro degli interventi il diritto allo studio, le difficoltà del sistema sanitario e il crescente peso delle spese quotidiane. Amina Mohamoud Jama, studentessa del liceo classico e tra le organizzatrici dell'iniziativa, ha evidenziato come le risorse pubbliche dovrebbero essere indirizzate maggiormente verso i servizi essenziali e le nuove generazioni.
«Siamo contrari a un sistema che continua a investire nelle guerre, sottraendo risorse al nostro futuro, anziché puntare sulla formazione, sull'istruzione e soprattutto sulla sanità», ha dichiarato, richiamando anche le lunghe attese per ottenere prestazioni mediche nella città.
La studentessa ha infine criticato la rappresentazione delle manifestazioni da parte dei mezzi di comunicazione, ricordando che «la maggior parte degli italiani scende in piazza ed esercita il proprio diritto a manifestare in maniera civile e pacifica».
Le iniziative calabresi, svoltesi anche a Crotone e Lamezia Terme, si inseriscono in una mobilitazione più ampia, promossa a livello nazionale e internazionale dall'Usb, che ha messo al centro la richiesta di maggiori tutele economiche e sociali e di un cambio di priorità nella destinazione delle risorse pubbliche.