Polistena, inaugurati i nuovi locali de "La Casa di Alice": tecnologia e integrazione a supporto delle famiglie

Autore Redazione Web | mar, 27 ott 2026 16:06 | Polistena Bambini Famiglie La-Casa-Di-Alice Salute

L'iniziativa è promossa dall’Ambito Territoriale Sociale per qualificare e potenziare i servizi dedicati a minori, giovani e genitori

A Polistena sono stati inaugurati i nuovi spazi multimediali del Centro per la Famiglia “La Casa di Alice”, un’iniziativa promossa dall’Ambito Territoriale Sociale per qualificare e potenziare i servizi dedicati a minori, giovani e genitori. La struttura, ospitata presso il Consultorio Familiare - Spoke dell’Asp di Reggio Calabria, consolida una strategica integrazione tra assistenza sociale e sanitaria, mettendo in rete professionalità diverse per offrire risposte coordinate e innovative alle fragilità della comunità.

Dotato di ambienti colorati, tecnologie interattive e spazi protetti pensati a misura di bambino per facilitare l'osservazione e l'intervento senza condizionamenti esterni, il centro punta ad accogliere i nuclei familiari sia tramite segnalazione dei servizi sociali sia attraverso l'accesso libero e spontaneo dei cittadini. Il senso dell'iniziativa è stato chiarito da Antonietta Dominello, responsabile dell’Ambito Territoriale Sociale di Polistena: «Abbiamo chiamato questo posto "La Casa di Alice" perché la famiglia spesso nelle situazioni di difficoltà deve inventarsi nuove dinamiche relazionali. Questo è un posto dove la famiglia viene accolta tutta e queste dinamiche, anche di conflitto, vengono seguite da personale specializzato».

L'apertura dei nuovi locali risponde a un contesto sociale segnato da crescenti complessità ed emergenze relazionali ed economiche, come ha evidenziato il sindaco di Polistena, Michele Tripodi: «In questa fase le famiglie sono in difficoltà e molte persone vivono la solitudine. Questi luoghi servono per dare ascolto e supporto a qualunque difficoltà si possa presentare. "La Casa di Alice" vuole essere una risposta al bisogno di essere ascoltati su questo territorio e anche al bisogno di ricostruire relazioni e rapporti umani».


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