Poliambulatorio di Gallico a rischio, Giordano: "Questo presidio deve essere salvaguardato e potenziato"

Autore Redazione Web | mar, 27 ott 2026 15:57 | Giordano Poliabulatorio-Gallico Asp Reggio-Calabria Salute Protesta

Il consigliere circoscrizionale di "Uniti per Reggio Nord" rilancia la proposta di utilizzare i locali dell'Arpacal di Troncovito

Resta alta la mobilitazione a Reggio Calabria dopo il sit-in dei residenti contro l'ipotesi di chiusura e trasferimento della struttura specialistica poliambulatoriale "Alfonso Ciprioti" e del consultorio familiare di Gallico. Lo spostamento delle attività verso la sede di via Willermin, distante e difficilmente raggiungibile per chi non dispone di un mezzo autonomo, rischia di penalizzare pesantemente l'utenza, in particolare gli anziani e le fasce più fragili.

A farsi portavoce del malcontento è Giuseppe Giordano, consigliere circoscrizionale di "Uniti per Reggio Nord", che ricorda come la struttura operi sul territorio da quasi trent'anni: «Questo presidio ha servito e serve un bacino d'utenza di oltre 40 mila cittadini, comprendente la macro-circoscrizione nord e le vallate di Gallico e Catona. In una Calabria che si trova in coda per il rispetto dei Livelli essenziali di assistenza nella medicina del territorio, non si può depauperare un'organizzazione da privilegiare».

Al centro della contestazione c'è anche la programmazione sanitaria regionale legata ai fondi del PNRR e agli standard fissati dal Decreto Ministeriale 77/2022. Secondo Giordano, la pianificazione attuale per la città non risponde ai requisiti di legge: «Due case di comunità a Reggio Calabria, per una popolazione di 170 mila abitanti, sono fuori norma, dato che un hub deve servire circa 40 mila abitanti. Ne servono almeno quattro e su questo il governatore Occhiuto e l'ASP devono rispondere».

Per evitare l'abbandono del territorio, dal comitato arrivano proposte concrete per mantenere i servizi specialistici e il consultorio, suggerendo l'utilizzo temporaneo di spazi idonei come il polo regionale che ospita i servizi veterinari e Arpacal, mentre i locali dell'ex delegazione municipale potrebbero accogliere la guardia medica e le Aggregazioni Funzionali Territoriali.

L'obiettivo a lungo termine resta la realizzazione di una Casa della Comunità per l'area nord: «Non lo dico io e non lo dice la politica, ma i cittadini che hanno fatto un'istanza chiara e decisa per chiedere non solo la tutela del presidio attuale, ma una vera Casa della Comunità per la zona nord della città».

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