Il presidente della Fondazione "Le città del futuro" spiega il percorso tracciato dall'evento che guarda all'Italia, all'Europa e al mondo
Entra nel vivo la terza edizione della Biennale dello Stretto, ospitata nella suggestiva cornice del Forte Batteria Siacci di Campo Calabro. L'evento, promosso da quest'anno dalla neonata Fondazione "Le città del futuro", rappresenta il culmine di un lavoro ininterrotto durato due anni, durante i quali sono state realizzate diverse pubblicazioni e un docufilm. Come ha sottolineato il presidente della fondazione, Alfonso Femia, il percorso tracciato mira a rafforzare il legame con l'area dello Stretto assumendosi responsabilità crescenti per far evolvere un'iniziativa che deve "ancorarsi e radicarsi al territorio ma con uno sguardo che va all'Italia, all'Europa e al mondo".
La manifestazione si conferma un punto di riferimento fondamentale, una vera e propria fucina capace di mettere in relazione l'essenza e l'identità dei luoghi. In questa visione strategica, l'area calabro-sicula non è considerata un margine, ma un baricentro assoluto di confronto internazionale. Femia ha infatti spiegato di aver scelto lo Stretto "come quasi sismografo dei cambiamenti del pianeta", un luogo unico in grado di sintetizzare a scala ridotta tutte le fragilità, le contraddizioni e i valori presenti a livello globale.
Il cuore pulsante di questa terza edizione è il tema delle mutazioni, intese come una chiave di lettura indispensabile e un riferimento diretto al tempo presente, successiva alle riflessioni degli anni passati sull'acqua e sulle città del futuro. L'accelerazione delle trasformazioni globali pone sfide estremamente complesse, poiché, secondo il presidente, "una mutazione è un passaggio senza passaggio", privo di quella transizione graduale necessaria per comprendere appieno la traiettoria che ci spinge verso una situazione assimilabile a un mondo nuovo. Affrontare questa tematica è un atto tanto coraggioso quanto doveroso, che la Biennale porta avanti grazie al contributo di figure di spicco del panorama internazionale per tracciare inedite modalità di esplorazione, discutere del presente ponendosi le domande più urgenti e "trovare insieme forse le risposte".