Architettura e "Mutazioni": al via la terza edizione della Biennale dello Stretto al Forte Siacci

Autore Redazione Web | ven, 18 set 2026 16:09 | Mutazioni Batteria-Forte-Ciacci Campo-Calabro Mediterraneo Biennale-Dello-Stretto

La manifestazione si conferma un appuntamento solido e in costante evoluzione che interconnette Reggio Calabria e Messina

L'architettura, l'arte, la fotografia e il design tornano a essere gli strumenti privilegiati per raccontare le continue trasformazioni delle città e dei paesaggi del Mediterraneo. Ha preso ufficialmente il via al Forte Batteria Siacci di Campo Calabro la terza edizione della Biennale dello Stretto, un ambizioso progetto culturale che pone al centro del dibattito lo sviluppo e le interconnessioni dei territori di Reggio Calabria e Messina. Il tema scelto per questa nuova tappa del percorso espositivo, intrapreso negli anni scorsi con focus sull'acqua e sulle città del futuro, è quello delle "Mutazioni".

La manifestazione si conferma un appuntamento solido e in costante evoluzione. Il sindaco di Campo Calabro, Rocco Alessandro Repaci, ha sottolineato come la rassegna non si sia mai fermata, mantenendo "un fil rouge, un continuum che lega un'edizione all'altra". L'evento rappresenta anche un'importante occasione di valorizzazione storica, permettendo di restituire al pubblico un prezioso pezzo del patrimonio fortificato locale, che è costato "lunghi e faticosi anni di lavoro e di attenzione attraverso un puntiglioso lavoro di restauro". Il primo cittadino ha evidenziato la volontà di mettere questo fulcro espositivo non solo al servizio dell'intera area metropolitana, ma di conferirgli una vera e propria dimensione planetaria.

Al centro della riflessione di quest'anno vi è la necessità di comprendere e assecondare i cambiamenti della contemporaneità. Il coordinatore della Biennale, Salvatore Vermiglio, ha spiegato che la scelta del tema nasce dalla consapevolezza che "attraverso le mutazioni la società cambia, ma si deve sempre adattare". L'obiettivo della mostra è offrire il contributo degli architetti e della società civile per delineare una prospettiva chiara sulle mutazioni climatiche, sociali e socio-economiche che ci attendono. La sfida più grande resta quella di radicare il progetto nel territorio, creando una forte identità di "strettesi", in cui la Calabria guarda la Sicilia e viceversa, per costruire "un'immagine nuova di quest'area dello Stretto".

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