L'amore che costruisce comunità: Cittanova celebra le sue radici per la Giornata Europea della Cultura Ebraica

Autore Redazione Web | gio, 17 set 2026 16:09 | Cittanova Giornata-Europea Cultura-Ebraica Associazione-Cittanova-Radici

La manifestazione ha trovato la sua cornice ideale all'interno della Villa Comunale, snodandosi lungo il Giardino dei Giusti

Trasformare l'amore da un semplice sentimento a una responsabilità concreta verso l'altro attraverso il dialogo, la memoria e la fraternità. È questo il profondo messaggio che ha animato "L’Amore che costruisce Comunità", l'iniziativa tenutasi a Cittanova in occasione della XXVII Giornata Europea della Cultura Ebraica.

L'evento si è articolato in due momenti distinti ma strettamente interconnessi: la memoria, intesa come assunzione di responsabilità, e l'incontro, elemento imprescindibile per l'edificazione di una convivenza fondata sul rispetto delle diversità e sulla dignità di ogni essere umano. La manifestazione ha trovato la sua cornice ideale all'interno della Villa Comunale, snodandosi lungo il Giardino dei Giusti, inaugurato nel 2008. Come ha evidenziato Rita Morano, assessore alla Cultura del Comune di Cittanova, si tratta di "un viale dedicato a tutti gli uomini che hanno contribuito alla lotta contro l'antisemitismo, un luogo simbolico e carico di significato".

La cittadina pianigiana vanta un legame storico e profondo con la cultura ebraica, mantenuto vivo nel tempo grazie alla costante sensibilità istituzionale e associativa. Domenica Sorrenti, presidente dell'Associazione Cittanova Radici, ha ripercorso le tappe della presenza ebraica sul territorio prima delle cacciate del 1510 e, in via definitiva, del 1541. "Cittanova mantiene questa memoria perché era un popolo che ha dato a questo territorio cultura e opportunità", ha spiegato Sorrenti, sottolineando come gli ebrei fossero "perfettamente integrati nel tessuto sociale" operando come artigiani, medici, professionisti e abili lavoratori della seta.

Il loro allontanamento forzato ha rappresentato un grave impoverimento per l'intera area calabrese. Tuttavia, le tracce di quella feconda convivenza sopravvivono ancora oggi, custodite in molti cognomi locali e nella toponomastica cittadina, dove la presenza di una "Via Giudecca" continua a ricordare il valore inestimabile dell'integrazione.

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