Aeroporto di Reggio, l’allarme dello storico Gioffrè d’Ambra: "Non possiamo vivere di una sola rotta"

Autore Redazione Web | gio, 10 set 2026 08:00 | Aeroporto Tito-Minniti Piano-Turistico Gioffrè-D’ambra

Il responsabile del Club per l’UNESCO “Re Italo” chiede un piano turistico di lungo periodo


"Apprendiamo, verso la fine dell'Estate, che l'aeroporto di Reggio, dopo oltre due anni di voli per l'Europa, sarà servito nel prossimo Inverno da una sola rotta internazionale. Questo non perché manchino i passeggeri: tutte le persone reggine ci siamo accorte dell'aumento del turismo in città e in provincia e d'altronde il "Tito Minniti" ha chiuso il 2025 sfiorando il milione di passeggeri, i quali sino a pochi anni fa invece a stento superavano i 300 mila. È per lo più un turismo diverso rispetto a quello che c'era nel periodo pre low-cost: giungono visitatori di tutte le età, magari alloggiando in qualche camera in periferia e mangiando nelle rosticcerie o persino al supermercato".

Scrive così Alessandro Gioffrè d'Ambra, Storico della Scienza, responsabile volontario delle Relazioni Internazionali e dei Portavoce all'Estero del Club per l'UNESCO "Re Italo". 

"Questa nuova tipologia di turista avrà disorientato gli operatori del turismo calabrese, che probabilmente erano abituati a visitatori ultra-sessantenni che alloggiavano in alberghi in centro e pranzavano lautamente in ristoranti oppure a scolaresche e pensionati che si fermavano mezza giornata per visitare il Museo, pranzare e fare una passeggiata sul Lungomare prima di rientrare a Tropea o a Taormina. Il "turismo low-cost" è però una risorsa, presente nell'intera Europa e non solo (ho avuto modo di notarlo anche in Sud America, Nord Africa, Caucaso, Mediterraneo...), che va considerata e implementata - continua lo storico -. Se la Calabria vuol essere una regione con una sincera vocazione turistica - non solo meta di decine di migliaia di Calabresi emigrati che rientrano quanto spesso riescano, dall'area Padana, dal Nord Europa, dall'Australia o dal Canada - deve considerare ogni tipologia di "buon turismo" e preparasi adeguatamente a riceverlo; Sicilia, Campania, Puglia lo fanno egregiamente da decenni a quanto sembra (pensiamo solo agli aeroporti di Napoli e di Catania che hanno chiuso il 2024 con 12 milioni di passeggeri ciascuno e adeguano i loro terminal per raggiungerne 20) e la confinante Basilicata non è da meno. È vero che andrebbe evitato il "cattivo turismo", quello di masse di persone che si muovono come un fiume in piena, poco interessate ad arte, cultura o natura, che non hanno idea neppure di quali lingue si parlino nel luogo dove passano le vacanze, alle quali interessa solo staccare dal lavoro svolgendo attività, rilassanti o spericolate che siano, in spiaggia o in discoteca, mangiando in qualche fast-food. Ma per il momento, ritengo, siamo lontani da queste masse anonime e possiamo concentrarci su chi viene per godere del paesaggio e dell'arte, del mare e della montagna, delle cittadine costiere e dei borghi arroccati, delle architetture e delle culture". 

"L'Aeroporto deve Volare" si leggeva una decina d'anni fa; partecipai con interesse al Comitato ProAeroporto, alle battaglie del quale il Club per l'UNESCO "Re Italo" ha partecipato per alcuni anni, essendo presenti anche ad una protesta presso la sede della Giunta Regionale; raccogliemmo slogan "Voglio Volare a Reggio" da ogni parte del mondo, da persone sia reggine che straniere; e mentre ipotizzavo rotte per ogni importante città europea e mediterranea, ad una conferenza, tenutasi presso Palazzo Alvaro, suggerì la mia impressione secondo cui la Regione Calabria stesse boicottando l'aeroporto di Reggio, non trovando altra spiegazione al 'suicidio' di quest'ultimo. Oggi esiste un nuovo terminal, al passo con le più recenti tecnologie; la struttura non è completata e, evidentemente, va ancora restaurata la parte preesistente; però è già qualcosa. La Regione si è mossa, portando i tanti voli dell'irlandese Ryanair, il responsabile della quale (in visita a Reggio un paio d'anni fa - il Club gli diede un breve saluto a cui era presente nostra socia proprio irlandese) disse che se fosse stato a conoscenza delle bellezze di Reggio, tra cui Scilla, da prima avrebbe fatto volare la compagnia da qua da anni. Tuttavia, tra rotte non più presenti (come per l'Albania) e rotte che verranno eliminate ne resteranno soltanto di nazionali: ricercando un volo in partenza da REG per Dicembre risultano infatti solo destinazioni di centro e nord Italia". 

"La Ryanair ci sta forse abbandonando; qualcuno o qualcosa boicotta forse l'aeroporto a prescindere. Ma il punto cruciale è: il turismo di una provincia non può dipendere da una compagnia aerea! È essenziale un piano di sviluppo turistico che guardi non al prossimo anno, bensì ai prossimi 15 o 30 anni. Sono necessari piani adeguati per il futuro, che coinvolgano decine di compagnie aeree; pensiamo ad altre low-cost: Vueling, WizzAir, PegasusAirlines, Eurowings, Norwegian, EasyJet... che tra loro non entrano in conflitto, operando su rotte differenti. Personalmente ho viaggiato con 44 compagnie aeree presso circa 95 aeroporti; almeno una metà di queste volerebbe su Reggio, se fosse a conoscenza della città. È necessaria una promozione a livello globale dell'area di Reggio; il Club "Re Italo" fa la sua parte: abbiamo omaggiato di una nostra pubblicazione su Reggio circa 83 biblioteche/istituti/università/scuole presso 41 paesi del mondo. Ma è la politica a doversi muovere in quanto purtroppo le associazioni non hanno la stessa forza; i volantini recanti il qr-code da cui scaricare l'ultima versione della brochure, con mappe ed itinerari suggeriti (gratuiti e realizzati con lavoro volontario), vengono, nei siti turistici reggini, sistematicamente messi in disparte. È compito dunque della Politica attivarsi (a prescindere dai partiti, che non sono per me di alcun interesse)" - continua -. Esiste una risorsa turistica, proveniente da molti paesi europei, costituita da persone pensionate che hanno diritto, necessità, voglia e possibilità di viaggiare; queste persone, potendo scegliere, optano con piacere per una località come Reggio, dove c'è letteralmente 'tutto': mare, monti, spiagge, cascate, borghi, monumenti, siti archeologici, musei, festival, cucina et cetera; cultura e natura, arte e paesaggio, storia e anima. E tutto ciò visitabile durante un soggiorno di una settimana o meno. Chiediamo i motivi alle persone straniere che son tornate a studiare a Reggio e risponderanno che sono venute qui perché trovano 'tutto' quello che sognano di una località di vacanza (ed eventualmente anche per vivere, come nel caso di mia moglie). Oltre a ciò abbiamo le infrastrutture (ferrovie, autostrada, porto, aeroporto) che, tutte insieme, non sono scontate nemmeno in città di maggiori dimensioni. Pensiamo a come utilizzarle al meglio: il porto, ad esempio, andrebbe valorizzato e usato per rotte verso destinazioni locali e non, ripristinando quelle da tempo eliminate, come Malta, ed inserendone di nuove, come la Tunisia (o - perché no - la Grecia dal porto di Crotone). Non scordiamoci la centralità della Calabria nel Mediterraneo: del "Tito Minniti" quale scalo delle rotte euro-mediterranee se ne parlava già una trentina d'anni fa. Smettiamola dunque di dire o pensare che a Reggio non funzioni questo o quello (immaginiamo piuttosto come sia pesante la vita in città come quella 'fogna chic' che è la rumorosa New York) e sproniamo i Politici a realizzare un piano del turismo che preveda la promozione della città, l'arrivo di turisti e il piano dei voli da oggi fino al 2056. Io, nel caso in cui avessi tutte le competenze necessarie lo farei; ma sarebbe comunque inutile, non occupando alcun posto di potere" - conclude Gioffrè d'Ambra.

 



Aggiornamenti e notizie