L’Assemblea Nazionale PdM/PdB annuncia 24 ore di stop contro la frammentazione del servizio Intercity
"Lunedì 7 e martedì 8 settembre macchinisti e capitreno dell’Assemblea Nazionale PdM/PdB incroceranno le braccia per 24 ore.
Al centro dello sciopero ci sono la difesa del posto di lavoro, la tutela della salute e della sicurezza e la salvaguardia del servizio ferroviario pubblico.
La decisione di dividere il servizio Intercity in tre lotti da mettere a gara rappresenta un passaggio pericoloso verso la frammentazione del sistema ferroviario nazionale. Ancora più grave è la bocciatura alla Camera della clausola sociale, che lascia macchinisti e capitreno senza adeguate garanzie occupazionali e normative in caso di cambio di gestore. La questione non riguarda soltanto il servizio Intercity. Se passa questo modello, si crea un precedente che potrebbe essere facilmente esteso al trasporto Regionale (già a gara) e, abbattuto ogni tabù, anche all’Alta Velocità.
Un precedente esiste già: il settore Cargo, dove la frammentazione avviata con gli accordi del 2016 ha anticipato una privatizzazione di fatto, con pesanti conseguenze sugli organici e sulle condizioni di lavoro. Non vogliamo che lo stesso percorso venga applicato al trasporto passeggeri e chiediamo una decisa marcia indietro nel settore Cargo.
A pagare sarebbero lavoratrici e lavoratori e l’utenza del servizio: da una parte organici ridotti, contratti al ribasso, turni più pesanti e minori tutele; dall’altra una rete sempre più frammentata, con maggiori difficoltà nel coordinamento di servizi, coincidenze, tariffe e manutenzioni. Tutto sarebbe vincolato al profitto.
Lo sciopero rivendica inoltre un reale riconoscimento salariale delle competenze e delle responsabilità di macchinisti e capitreno, ferme da oltre vent’anni, e una normativa di lavoro che tuteli concretamente salute e sicurezza attraverso turni e orari sostenibili, adeguati riposi e garanzia dei pasti.
La sicurezza ferroviaria passa anche dalle condizioni di lavoro di chi ogni giorno conduce e lavora sui treni.
Il 7 e 8 settembre ci fermiamo, insieme alle sigle di base che sostengono la nostra piattaforma, perché la ferrovia deve rimanere un servizio pubblico essenziale, non una mercanzia da dividere e vendere al miglior offerente.
I treni non si svendono. Il lavoro non si svende. La salute e la sicurezza non si svendono", così in una nota l'Assemblea Nazionale PDM/PDB.