Notte di paura per il noto professionista. Ignoti appiccano il fuoco all’ingresso dell’ambulatorio
Notte di paura a Rosarno, dove ignoti hanno incendiato l’ingresso dello studio del medico di base Aldo Ingegnere. Il rogo, appiccato nella notte tra venerdì e sabato, ha colpito la serranda dell’ambulatorio situato in una zona centralissima della città.
Secondo quanto ricostruito, le fiamme hanno interessato principalmente l’esterno: la serranda è stata completamente danneggiata e annerita, mentre l’interno dello studio, pur invaso dal fumo, non ha riportato danni strutturali gravi. A dare l’allarme è stata una residente che abita sopra l’ambulatorio, accortasi dell’accaduto solo la mattina seguente.
“Ho trovato la serranda incendiata e tutto nero di fumo – racconta il dottore rammaricato – ma, fortunatamente, all’interno non ci sono stati danni importanti”.
Un episodio che, per dinamica, avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi, soprattutto considerando la presenza di abitazioni nello stesso stabile.
“Nessuno si è accorto di nulla durante la notte, probabilmente l’incendio si è spento da solo” - aggiunge ancora il noto professionista.
Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine: prima la polizia e, successivamente, i carabinieri, che hanno effettuato i rilievi. Secondo le prime informazioni, sarebbe stata rinvenuta una bottiglietta di plastica contenente liquido infiammabile, elemento che farebbe propendere per un gesto doloso.
Al di là dei danni materiali, è l’aspetto umano a colpire maggiormente il medico: “Quello che brucia davvero non è la serranda, ma il piano morale. Facciamo tanto per i pazienti e non riesco a spiegarmi un gesto del genere”.
Il dottore non esclude che dietro l’episodio possa esserci un malcontento diffuso legato alle difficoltà del sistema sanitario: “Molti pensano che il medico di base possa fare tutto, ma non è così. Oggi, ci sono molte limitazioni rispetto al passato, non dipende dalla nostra volontà”.
Nonostante lo shock, il dottore Ingegnere ha ribadito la volontà di continuare il proprio lavoro: “Ho ricevuto tanta solidarietà da parte dei pazienti, tra messaggi e telefonate. Questo mi dà la forza di andare avanti”.
Un gesto vile e ancora senza spiegazione che riaccende i riflettori sulle tensioni che attraversano il rapporto tra cittadini e sanità e sulle difficili condizioni in cui operano quotidianamente i medici di base.