Ospite della trasmissione condotta da Andrea Ripepi, il tecnico ha parlato dell'entusiasmo che si respira attorno alla squadra
Manca sempre meno al fischio d'inizio del campionato di A2 Credem. Il 18 si avvicina e per la Domotek Volley Reggio Calabria è tempo di esordio assoluto nel campionato cadetto. Un traguardo storico che la città si appresta a vivere con un entusiasmo travolgente. Di questo e molto altro ha parlato il tecnico Antonio Polimeni, ospite del format "Fuori-Gioco", condotto da Andrea Ripepi su ReggioTV.
Interrogato su come la squadra stia affrontando l'avvicinamento alla nuova stagione, mister Polimeni non ha dubbi: «Sarà un'emozione, è chiaro. Ci stiamo preparando lavorando, che è la cosa migliore che si debba fare. La prima cosa di cui ci siamo preoccupati è far capire a questo gruppo che è il campo quello che parla, poi le parole vanno al vento. L'entusiasmo di Reggio Calabria ci aiuta a lavorare meglio, perché lo percepiamo quotidianamente».
Un entusiasmo che ha già prodotto numeri da record, come sottolineato dal tecnico: «Abbiamo creato un'entità importante in così poco tempo. I ragazzi vengono fermati per strada, gli abbonamenti vanno a gonfie vele. Portare 7.000 persone in una finale credo che al di là dei trofei vinti, la vittoria più grande sia stata proprio questa».
Polimeni, che ha girato l'Italia con la pallavolo, si è lasciato andare a un momento di profonda sincerità: «Non lo dico da reggino, perché da reggino l'emozione è 100 volte più forte nel vedere 7.000 persone in quel palazzetto in cui sono cresciuto guardando gli altri. Parlo da persona che ha girato l'Italia: 7.000 persone solo Reggio Calabria può portarle. Non è un caso che la Lega Volley ci abbia celebrato assegnando il premio come miglior pubblico. La seconda capienza per spettatori è stata l'evento di Supercoppa a Trieste con 6.100. Noi siamo andati oltre 1.000 in più».
«Noi lavoriamo duramente. Abbiamo tanti esordienti, come l'anno scorso, perché le motivazioni credo valgano molto più di altri fattori, anche a discapito dell'esperienza. Vogliono mettersi in mostra e superare i propri sogni in una maglia dove, credetemi, hanno già ammesso Reggio Calabria prima ancora del legame societario».
«Quel calore, quell'entusiasmo che percepisci con una singola frase, un abbraccio, una pacca sulle spalle, credetemi, ho girato l'Italia e non esiste in altre città. Questa società e questa squadra appartengono molto più alla città rispetto ad altre. Abbiamo vinto tutti insieme e ci auguriamo di andare avanti il più possibile, perché l'obiettivo è continuare a sognare e portare a Reggio quello che probabilmente non c'è mai stato. Ma dobbiamo ragionare con i piedi per terra, con l'umiltà che ci ha sempre contraddistinto».
Sul piano pratico, Polimeni è chiaro: «L’obiettivo? di continuare a entusiasmare attraverso il lavoro, il sacrificio, l'abnegazione. Questa società è pronta, lavoriamo giorno e notte per una programmazione degna di questa città».
Un passaggio inevitabile è stato dedicato al mercato, in particolare all'arrivo di Klemen Sen, reduce da un grande Europeo: «È un giocatore di caratura internazionale, lo ha dimostrato al VNL e agli Europei. Siamo contentissimi di averlo portato qua. Lo abbiamo portato attraverso la stima che Reggio Calabria, la squadra e la società si sono portati dietro in questi tre anni. Siamo stati bravi sul mercato a prendere il meglio, come l'opposto ucraino, Boiko, che ha fatto la VNL e è stato vicino alla convocazione agli Europei».
Il tecnico ha poi spiegato le difficoltà di programmazione per una neopromossa: «Noi abbiamo fatto il mercato a maggio-giugno quando siamo saliti, mentre le altre lo hanno fatto a marzo-aprile. Siamo stati costretti a fare queste scelte, ma siamo stati fortunati. È chiaro che nessuna squadra che sale a maggio-giugno può dire che l'obiettivo è la promozione, perché i giocatori di caratura a febbraio-marzo sono già sotto contratto. La nostra voglia di entusiasmare e sorprendere non smetterà mai: è l'obiettivo più grande che ci poniamo ogni giorno».
Infine, un omaggio al capitano Laganà, colonna portante della squadra: «È un'istituzione, quello che ci ha sempre dato quel qualcosa in più, non solo in campo. È cresciuto ed è diventato un leader. Ho avuto la fortuna di allenarlo per tanti anni e la sua crescita esponenziale è stata soprattutto fuori dal campo. È un modello per i ragazzi che si avvicinano a questo sport: ha iniziato a 16 anni ed è arrivato a scrivere una storia da capitano per Reggio Calabria, vincendo premi prestigiosi come miglior giocatore della Supercoppa e collocandosi tra i migliori schiacciatori per punti della categoria. Ha vinto praticamente tutto ciò che c'era da vincere in una società che ha fatto la storia, non solo della Calabria, ma del territorio nazionale”.