Il presidente della Commissione Controllo e Garanzia del Comune parla anche di sovrapposizioni politiche tra assessori
Palazzo San Giorgio è pronto a rifarsi il look con un investimento di 1 milione e 400mila euro. Questo è quanto emerso dall'ultima seduta della Commissione Controllo e Garanzia del Comune di Reggio Calabria, presieduta da Giuseppe Marino, che ha espresso perplessità su come l'amministrazione sta gestendo i lavori.
L'obiettivo della Commissione, ha spiegato Marino, è "approfondire le procedure e farle conoscere ai cittadini, quindi fare un servizio di trasparenza". Dalla seduta è emersa una prima criticità a livello politico: "Ci sono assessori che si pestano i piedi l'uno con l'altro, perché delle manutenzioni dovrebbe occuparsi l'assessore Caridi, e invece abbiamo scoperto che dei lavori di manutenzione a Palazzo San Giorgio se ne occupa l'assessore Franchini, che invece dovrebbe occuparsi di aeroporti e di infrastrutture strategiche". Questo, secondo Marino, dimostra che la Giunta Cannizzaro "non stia operando con una distinzione chiara e netta di ruoli e di compiti".
Ma le contestazioni della Commissione riguardano anche la gestione dei fondi e l'affidamento dei lavori. Marino ha spiegato che "di questo milione e quattro, sono state sottratti 100mila euro per intervenire in agosto per riqualificare, fare un'operazione di maquillage della stanza del sindaco, del vicesindaco e dello staff istituzionale, oltre ai due bagni di servizio. Tutto il resto del palazzo, invece, si è deciso di rinviare a data da destinarsi". Questa scelta, secondo Marino, non è condivisibile: "Se si doveva intervenire, si doveva intervenire su tutto il palazzo nella sua interezza".
Inoltre, Marino ha sottolineato come la somma di 100mila euro, affidata direttamente, non sia stata assegnata alla società in house Castore, che, come ha ricordato, "nel contratto di servizio ha i compiti di manutenzione ordinaria e straordinaria anche del patrimonio comunale". Si è invece optato per "andare all'esterno, di coinvolgere una impresa non della nostra città". Pur riconoscendo che si tratti di una "scelta amministrativa" in cui la Commissione non vuole entrare nel merito della discrezionalità di chi l'ha presa, Marino ha denunciato un modus operandi che la Commissione ritiene scorretto: "Pare che la nostra società in house, piano piano, la si stia mettendo sempre più da parte e si stia privilegiando invece l'utilizzo di imprese private esterne".
Una scelta che la Commissione non condivide, ritenendo che Castore abbia "le maestranze e abbia le qualità e le qualificazioni sufficienti per effettuare lavorazioni di questo tipo", conclude Marino.