Il presidente della Commissione Controllo e Garanzia critica duramente i dati emersi e contesta il mancato impiego delle telecamere
A circa due mesi dall'avvio dell'operazione "Piazza Pulita" a Reggio Calabria, voluta dal sindaco per ripristinare il decoro urbano, il presidente della Commissione Controllo e Garanzia, Giuseppe Marino, esprime un giudizio severo sui risultati ottenuti.
Nonostante l'impiego massiccio di forze della polizia locale e metropolitana per circa un mese, con dodici pattuglie al giorno impiegate nelle prime settimane, l'esito dell'operazione è ritenuto deludente. "Ci sembra non abbia dato i risultati che tutti quanti speravamo", ha dichiarato Marino. "La montagna di questa operazione ha partorito un topolino. La città continua ad essere sporca, non controllata come si dovrebbe".
I dati emersi durante un'audizione in commissione dei dirigenti Zucco e Richichi evidenziano un numero esiguo di sanzioni per illeciti penali: solo sei denunce in due mesi per l'impiego di tutte le forze dell'ordine coinvolte. Le sanzioni amministrative, circa trecento, hanno colpito principalmente attività commerciali per errato conferimento dei rifiuti, come ad esempio ristoranti che esponevano il mastello dell'umido nel giorno della raccolta della carta. Si registrano inoltre sei multe per deiezioni canine e il sequestro di soli due mezzi. Un altro dato critico sottolineato da Marino riguarda le telecamere di videosorveglianza, che a due mesi dall'annuncio non risultano ancora attive.
Di fronte a questa situazione, il presidente della Commissione Controllo e Garanzia sottolinea l'insufficienza di un approccio puramente punitivo e mediatico. "Non serve, non è sufficiente svolgere delle operazioni mediatiche e social", ha affermato. Per Marino, è necessario un impegno più profondo che coinvolga attivamente la comunità: "Serve coinvolgere quartiere per quartiere le associazioni, le scuole, le circoscrizioni per responsabilizzare la comunità e i suoi cittadini nella cura della città".
Solo unendo l'azione sanzionatoria a un percorso educativo sarà possibile ottenere risultati concreti: "Accanto all'attività repressiva possiamo affiancare un'attività sociale, educativa, comunitaria. Altrimenti possiamo fare tutte le operazioni che vogliamo, ma la città non la ripuliamo".