Melito di Porto Salvo, Nastasi: "Non ci aspettavamo una situazione emergenziale di questo tipo"

Autore Redazione Web | dom, 11 ott 2026 15:23 | Nastasi Maltempo Melito-Di-Porto-Salvo Protezione Civile -Area-Grecanica

Il sindaco del comune grecanico ha raccontato la drammaticità di quei momenti. L'appello della Protezione Civile: "Servono risorse"

Il comprensorio di Melito di Porto Salvo e i comuni dell'area grecanica sono stati colpiti da un'ondata di maltempo di straordinaria intensità, che ha causato gravi danni alle infrastrutture e allagamenti diffusi. Nel giro di poche ore sono caduti circa 170 millimetri di pioggia, provocando l'interruzione dei servizi idrici, fognari ed elettrici, il cedimento di diverse strade e il trascinamento di numerose automobili verso il mare. L'allagamento ha interessato anche il pronto soccorso dell'ospedale "Tiberio Evoli", dove il personale sanitario, i volontari e i soccorritori si sono immediatamente mobilitati per spalare fango e detriti dai locali.

Drammatico il quadro delineato dal sindaco di Melito di Porto Salvo, Annunziato Nastasi, che ha descritto la violenza del fenomeno meteorologico: "L'acqua non ci ha dato tregua e ha fatto danni ingenti, portando via tantissime macchine verso il mare". Il primo cittadino ha sottolineato la reazione e la vicinanza della comunità di fronte all'evento improvviso, evidenziando che "una situazione emergenziale di questo tipo non ce l'aspettavamo".

Oltre al centro abitato di Melito, le criticità maggiori sul fronte dei collegamenti stradali riguardano le arterie provinciali verso i comuni collinari e montani di Roccaforte del Greco, San Lorenzo e Bagaladi. Durante il tavolo operativo d'emergenza con gli enti locali, il direttore generale della Protezione Civile della Regione Calabria, Domenico Costarella, ha richiamato l'attenzione sulla necessità di risorse per la tutela del territorio, rimarcando che "per fare prevenzione e concertare una pianificazione adeguata servono fondi e servono preventivamente", poiché i singoli comuni non possono affrontare in solitudine le sfide poste dai crescenti rischi di dissesto idrogeologico.

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