Confisca definitiva a narcotrafficante contiguo alla cosca Bellocco: sequestrati beni per 200 mila euro tra Firenze e Reggio Calabria

Autore Redazione Web | mer, 13 maggio 2026 10:46 | Guardia-Di-Finanza Ndrangheta Confisca-Beni Reggio-Calabria

Confiscati beni, società e un peschereccio: definitiva la misura patrimoniale disposta dalla Corte d’Appello reggina 

Importante operazione della Guardia di Finanza tra Firenze e Reggio Calabria, dove i Finanzieri dei Comandi Provinciali delle due città, insieme al personale dello S.C.I.C.O., hanno eseguito un decreto definitivo emesso dalla Corte d’Appello di Reggio Calabria nell’ambito della normativa prevista dal Codice Antimafia.

Il provvedimento riguarda un narcotrafficante e usuraio calabrese ritenuto contiguo alla cosca di ’ndrangheta Cosca Bellocco di Rosarno. Per lui è diventata definitiva sia la misura personale della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza per quattro anni, sia la misura patrimoniale con la confisca di beni per un valore complessivo stimato in circa 200 mila euro.

Nel dettaglio, il patrimonio confiscato comprende un’imbarcazione da pesca lunga circa 16 metri, tre autoveicoli, un fabbricato, disponibilità finanziarie e una società, beni ritenuti sproporzionati rispetto alla capacità reddituale dichiarata dal soggetto.

Le indagini hanno fatto emergere una consolidata pericolosità sociale dell’uomo sin dalla fine degli anni ’90, soprattutto nell’ambito delle operazioni antimafia denominate Operazione Magma, Operazione Erba di Grace e Operazione Buenaventura.

In particolare, nell’operazione “Magma”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria e conclusa nel novembre 2019 con 45 misure cautelari, il soggetto è stato condannato a 20 anni di reclusione per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Successivamente, nell’ambito dell’operazione “Erba di Grace”, è stato condannato dal GIP del Tribunale di Firenze a 4 anni di carcere per traffico di droga commesso in provincia di Pistoia.

Infine, con l’operazione “Buenaventura”, il GUP del Tribunale di Firenze lo ha condannato in primo grado con rito abbreviato a 8 anni di reclusione per reati contro la persona e il patrimonio, legati ad attività estorsive aggravate dal metodo mafioso. Secondo quanto emerso dalle indagini, avrebbe applicato tassi usurai superiori al 66% annuo ai danni di un imprenditore del senese operante nel settore tessile.

Le attività investigative economico-patrimoniali sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria in sinergia con quella di Firenze e delegate ai G.I.C.O. dei Nuclei di Polizia Economico Finanziaria delle due città, con l’obiettivo di ricostruire il patrimonio accumulato attraverso attività illecite.

Dopo il sequestro iniziale e la successiva confisca di primo grado disposta dal Tribunale di Reggio Calabria, la misura è stata confermata anche dalla Corte d’Appello reggina e infine resa definitiva dalla Corte di Cassazione, che ha rigettato i ricorsi presentati dal proposto e dai terzi interessati, confermando integralmente la ricostruzione patrimoniale effettuata dalla Guardia di Finanza.

L’operazione rappresenta un ulteriore duro colpo ai patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità organizzata e conferma l’impegno della Guardia di Finanza e dell’Autorità Giudiziaria nel contrasto agli interessi economici delle consorterie mafiose, con l’obiettivo di tutelare il mercato legale e la sana imprenditoria.

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