Processo per violenze di gruppo su una ragazzina a Seminara, assolti in appello 3 minori

Autore Redazione Web | mer, 22 apr 2026 22:03 | Corte-D'appello Sentenza Assoluzioni Violenza Sessuale

I giovani, ora maggiorenni, erano stati condannati a 4 anni in primo grado

La Corte d'appello per i minorenni di Reggio Calabria ha assolto tre giovani, minorenni all'epoca dei fatti, dall'accusa di avere fatto parte del branco che dal 2022 al 2023 avrebbe violentato una minorenne a Seminara (Reggio Calabria).

In primo grado i tre erano stati condannati a 4 anni di reclusione. Lo rende noto l'avvocato Antonino Napoli, uno dei legali del collegio difensivo.

Secondo la ricostruzione iniziale dell'accusa, i giovani, appartenenti a contesti familiari diversi ma legati da rapporti di conoscenza, sarebbero stati coinvolti in episodi di violenza sessuale di gruppo. Le indagini avevano portato il Tribunale per i Minorenni a emettere una sentenza di condanna, ritenendo attendibili le versioni accusatorie e giudicando sufficiente il quadro probatorio.

La Corte d'appello per i minorenni, afferma Napoli, "ha però affrontato il caso con un approccio radicalmente diverso. Nel corso del giudizio di secondo grado, i giudici hanno analizzato nuovamente ogni elemento, valutando con particolare attenzione la coerenza delle dichiarazioni, la loro attendibilità e l'assenza di riscontri oggettivi. È emerso un quadro molto meno solido di quanto ritenuto in primo grado influenzato da dinamiche familiari e sociali complesse che non hanno trovato supporto in elementi esterni".

Al termine del processo, la Corte ha quindi accolto i ricorsi presentati dal collegio difensivo rappresentati dagli avvocati Antonino Napoli, Giovanni Piccolo, Vladimir Solano e Michele Gullo.

"Una decisione - afferma Napoli - che non lascia margini interpretativi e che riconosce l'assenza di responsabilità degli imputati rispetto ai gravissimi reati contestati. Per i giovani coinvolti, la sentenza rappresenta la fine di un percorso giudiziario lungo e doloroso. Per le loro famiglie, un sollievo che arriva dopo anni di incertezza, preoccupazione e stigma sociale".
Nell'inchiesta erano stati coinvolti anche diversi maggiorenni, sei dei quali erano stati condannati in primo grado dal gup di Palmi nel processo con rito abbreviato.
   


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