Il Polo per l’Infanzia "Children & Family Size", in collaborazione con Campagna Amica e Coldiretti Calabria promuove la cultura del cibo locale e dell’alimentazione consapevole tra i più piccoli
Educare i più piccoli alla consapevolezza alimentare, avvicinandoli alla natura, ai prodotti locali e alle tradizioni del territorio. Nasce con questo obiettivo il progetto "Il Mercato della Terra e dei Saperi", promosso dal Polo per l’Infanzia “Children & Family Size” in collaborazione con Campagna Amica e Coldiretti Calabria.
Un’iniziativa che mette in relazione educazione, agricoltura e comunità, puntando sull’esperienza diretta per trasmettere ai bambini il valore della terra, della stagionalità e delle scelte alimentari consapevoli.
Pasquale Zumbo per ReggioTV ha intervistato Gino Vulcano, direttore provinciale di Coldiretti Reggio Calabria, Antonella Iaria, coordinatrice del Polo per l’Infanzia "Children & Family Size" e la pedagogista Anna Rizzo.
"Abbiamo sposato con grande entusiasmo questo progetto che ci è stato proposto, perché alle spalle c’è uno studio pedagogico importante. Bisogna soprattutto avvicinare i ragazzi alla natura, alla stagionalità, alla bellezza di questa Calabria, ai luoghi in cui si producono i nostri cibi e al legame con la terra e con il territorio", ha spiegato Gino Vulcano.
Un percorso che coinvolge anche le famiglie, chiamate a svolgere un ruolo fondamentale nell’educazione alimentare: "Spetta a noi genitori dare l’esempio e lasciare ai ragazzi una traccia su come dovrebbe essere la nutrizione. Nell’ultimo periodo siamo sempre più distanti dal prodotto primario e naturale e ci avviciniamo ai cibi ultra-processati, spesso anche inconsapevolmente".
Vulcano ha richiamato l’attenzione anche sull’importanza di saper leggere le etichette: "Senza voler fare battaglie ideologiche, alla salute teniamo. I genitori devono essere informati e soprattutto saper scegliere. Basta guardare le etichette: quando troviamo snack o altri prodotti con quindici o venti ingredienti, qualche dubbio dovrebbe venirci. In genere, anche i prodotti processati dovrebbero contenere pochi ingredienti, tre, quattro o cinque, possibilmente presenti anche nelle nostre cucine. Quando troviamo nomi che non conosciamo, qualche domanda dovremmo porcela".
Il progetto entrerà concretamente nella quotidianità scolastica, attraverso attività pensate per far conoscere ai bambini i sapori e le coltivazioni della nostra terra: "È un progetto che vuole avviare i bambini alla conoscenza dei sapori del territorio e delle diverse coltivazioni. Abbiamo in programma attività all’interno della scuola legate al mangiare bene e a una nutrizione sana, a chilometro zero. Allestiremo anche un mercato, dove i bambini potranno simulare il ruolo di venditori e compratori, acquistare, scegliere e assaporare i frutti delle diverse stagioni", ha dichiarato Antonella Iaria.
Al centro dell’iniziativa c’è proprio la dimensione esperienziale, come ha sottolineato la pedagogista Anna Rizzo: "Quando abbiamo scelto il nome “Il Mercato della Terra e dei Saperi”, abbiamo pensato a una pedagogia del fare, affinché i bambini potessero vivere a 360 gradi, attraverso i cinque sensi, l’esperienza con il cibo e con un’alimentazione sana".
Un approccio che supera l’idea di salute legata soltanto all’aspetto fisico o ai risultati delle analisi: "Spesso siamo abituati a pensare che un’alimentazione sana si accompagni a una fisicità snella o ad analisi del sangue perfette. In realtà, non pensiamo abbastanza all’importanza degli organi interni, come il cervello, che è coinvolto in tutti i processi di apprendimento".
Attraverso il contatto diretto con gli alimenti, i bambini potranno imparare a riconoscerli e a sceglierli: «Avranno la possibilità di vivere un’esperienza attiva, toccando il cibo, imparando a selezionarlo, sentendone gli odori e i profumi. L’obiettivo è far interiorizzare il messaggio che arriva dal nostro territorio: nutrirsi con consapevolezza, saper scegliere il buon cibo e portare questa esperienza nella vita quotidiana».
Un mercato speciale, dunque, dove non si impara soltanto a comprare e vendere, ma soprattutto a conoscere ciò che arriva sulle nostre tavole e il territorio che lo produce.