Un spettacolo che è un viaggio emozionante attraverso le esperienze e le storie di un "cantante calabrese nel mondo"
Il Cine Teatro Metropolitano di Reggio Calabria ha fatto da cornice a una serata all'insegna della musica e dei racconti, ospitando il cantautore, attore e scrittore calabrese Peppe Voltarelli. L'artista, figura di spicco della scena folk d'autore italiana, si è esibito nel suo spettacolo "Bluesman del Mediterraneo", inserito nel ricco cartellone del Balenando in Burrasca Festival.
Lo spettacolo, un viaggio emozionante attraverso le esperienze e le storie di un "cantante calabrese nel mondo", ha visto Voltarelli alternare aneddoti personali a brani iconici del suo repertorio. Sul palco, accompagnato da un musicista alla fisarmonica e al trombone, l'artista ha saputo creare un'atmosfera intima e coinvolgente, trasportando il pubblico in un viaggio musicale e narrativo.
Voltarelli ha descritto i suoi racconti come radicati nella realtà: "Sono fatti veri, nel senso che sono cose realmente accadute, incontri realmente successi, e sui quali poi è stato costruitauna specie di cornice, ma i fatti di base sono veri". Questa autenticità è il cuore pulsante delle sue esibizioni, permettendogli di condividere la sua terra in modo profondo e personale.
L'artista ha sottolineato l'importanza del viaggio e della musica nel suo percorso artistico: "Il fatto di viaggiare e suonare mi dà la possibilità di raccontare la mia terra in una maniera molto appassionata, molto calorosa e sentimentale". Ha poi riflettuto sul legame tra il viaggio e la comprensione della realtà: "Il cammino e la strada ti dà quella distanza giusta alcune volte, ma ti dà anche la possibilità di riflettere e il tempo necessario perché le cose vengano ben masticate e ben digerite".
Voltarelli ha inoltre espresso una visione della Calabria intrisa di desiderio di connessione e di affermazione: "Penso che sia una terra che ancora mantiene forte questo desiderio di confrontarsi con il mondo. Lo fa tutti i giorni, lo fa con chi è rimasto, lo fa con chi se n'è andato. C'è questa continua ricerca e questo continuo desiderio di non perdere il contatto con la realtà". Ha poi concluso con un messaggio di incoraggiamento, soprattutto per le nuove generazioni: "C'è la consapevolezza di poter alzare il dito e dire la propria. Ed è importante che lo facciano soprattutto i più giovani".