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Reggio Calabria, in Questura "Care for Caring 3.0": la Polizia di Stato ambasciatrice della prevenzione

Autore Redazione Web | mer, 14 ott 2026 17:57 | Care-For-Caring-3.0 Polizia-Di-Stato Prevenzione

L’iniziativa punta così a trasformare l’informazione in uno strumento concreto di tutela della salute, coinvolgendo chi ogni giorno opera a contatto con la comunità.

La prevenzione come cultura condivisa, da promuovere dentro e fuori le istituzioni. La Sala Calipari della Questura di Reggio Calabria ha ospitato il convegno “Care for Caring 3.0 – Ambasciatori della Prevenzione”, iniziativa dedicata alla sensibilizzazione sul tumore al polmone e rivolta al personale della Polizia di Stato.

Emilia Condarelli per ReggioTV ha intervistato il Questore di Reggio Calabria, Paolo Sirna, Mario Mazzotti, dirigente generale medico della Polizia di Stato e di Annamaria Stanganelli, presidente dell’associazione Sanità Attiva.

"Non siamo qui per curare, ma per essere ambasciatori di un messaggio di prevenzione rivolto a tutta la cittadinanza", ha dichiarato Sirna, sottolineando l’importanza di coinvolgere il personale della Polizia di Stato su una patologia oncologica particolarmente diffusa. "Determinati comportamenti possono essere migliorati e diventare fondamentali nell’azione di prevenzione".

L’obiettivo è fare degli operatori un punto di riferimento anche nella diffusione di informazioni corrette: "Il nostro personale, che rappresenta un momento di supporto alla popolazione nell’attività lavorativa quotidiana, può diventare un esempio nella prevenzione e un ambasciatore di questo messaggio tra i cittadini", ha spiegato Mazzotti.

Sulla necessità di rendere la prevenzione un impegno continuativo si è soffermata Annamaria Stanganelli: "La prevenzione non deve rappresentare una singola campagna di sensibilizzazione occasionale, ma una cultura condivisa, capace di raggiungere anche chi vive nelle periferie esistenziali della nostra società", ha affermato.

Stanganelli ha inoltre annunciato l’intenzione di promuovere una progettualità condivisa con la Polizia di Stato e gli altri soggetti coinvolti, per portare il messaggio nei territori e nelle realtà più marginali. Tra i temi richiamati anche la tutela degli operatori sanitari, con particolare attenzione alle aggressioni fisiche e verbali.

L’iniziativa punta così a trasformare l’informazione in uno strumento concreto di tutela della salute, coinvolgendo chi ogni giorno opera a contatto con la comunità.

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