La vicenda dei pazienti dializzati di Reggio Calabria continua a non trovare una soluzione concreta. Anche questa sera, i 30 pazienti interessati saranno costretti a effettuare il trattamento dialitico presso il GOM nel terzo turno, dalle ore 21:00 all’una di notte.
Una condizione particolarmente gravosa per persone fragili, tutte riconosciute invalide, che si trovano a dover affrontare trattamenti salvavita in orari incompatibili con una normale organizzazione della vita quotidiana, con pesanti ripercussioni sulla loro autonomia, sul riposo e sulle famiglie che li assistono.
FINTRED ritiene che questa situazione non possa protrarsi ulteriormente senza una prospettiva certa di soluzione. Qualora l’emergenza dovesse continuare oltre questa settimana, l’associazione chiederà formalmente di rivedere l’organizzazione dei turni al GOM, valutando una rotazione che consenta anche ai pazienti provenienti dal Centro San Giorgio di accedere ai turni mattutini e pomeridiani.
Ma sarebbe un errore considerare questa vicenda come un problema circoscritto ai soli pazienti attualmente coinvolti. I 30 dializzati rappresentano soltanto la parte più visibile di una criticità strutturale che riguarda l’intera rete nefrodialitica dell’Area Sud.
Il DCA n. 103/2023, nell’ambito della programmazione regionale della rete nefrodialitica, distingue il ruolo delle strutture ospedaliere, destinate alla gestione dei pazienti acuti, da quello delle strutture territoriali, deputate all’assistenza dei pazienti cronici.
Da anni, il GOM si trova a garantire, in modo improprio rispetto alla propria missione ospedaliera, trattamenti dialitici a pazienti cronici che dovrebbero essere presi in carico dalla rete territoriale. L’attuale emergenza non ha fatto altro che rendere ancora più evidente una criticità strutturale rimasta irrisolta nel tempo.
Una situazione che richiede una risposta urgente, anche per evitare che risorse professionali e organizzative dell’ospedale siano impegnate stabilmente per supplire a carenze dell’assistenza territoriale, anziché essere pienamente disponibili per le funzioni ospedaliere e per i pazienti che necessitano di prestazioni ad alta complessità.
È legittimo, pertanto, domandarsi perché una risposta territoriale adeguata non sia stata ancora individuata per Reggio Calabria, soprattutto alla luce delle esperienze realizzate in altre città calabresi. L’apertura, nelle scorse settimane, di un centro dialisi extraospedaliero a Cosenza rende ancora più urgente chiarire quali condizioni amministrative, programmatorie e finanziarie impediscano di percorrere una strada analoga anche nel territorio reggino.
A questo si aggiunge una disparità nella distribuzione dei posti dialisi che merita una spiegazione puntuale.
Secondo i dati richiamati dall’associazione, l’Area Sud, comprendente Reggio Calabria e provincia, dispone di soli 95 posti dialisi, l’Area Centro, comprendente Catanzaro, Vibo Valentia e Crotone, ne dispone di 144, e l’Area Nord comprendente Cosenza e provincia 156.
Chiediamo quindi alla Regione Calabria e all’ASP di Reggio Calabria di chiarire sulla base di quali criteri sia stata determinata questa distribuzione, quali siano i fabbisogni aggiornati dei diversi territori e quali iniziative si intendano adottare per colmare le eventuali carenze dell’Area Sud – Reggio Calabria.
Per la soluzione di questo problema Fintred non accetterà mai soluzioni raffazzonate ed illegittime a danno dei pazienti.