Daniela Rossato e Nicola Giglio restano in carcere
Entrambi, assistiti dagli avvocati Luigi Colacino e Pietro Funaro, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l'interrogatorio di garanzia, in attesa di poter esaminare integralmente gli atti dell'inchiesta nei quali risultano indagati.
La donna è stata ascoltata nel carcere di Castrovillari, mentre il figlio ha risposto all'interrogatorio nel carcere di Crotone.
Al termine degli interrogatori, la gip ha respinto la richiesta della difesa di sostituire con gli arresti domiciliari la custodia cautelare in carcere nei confronti di Nicola Giglio. Per quanto riguarda Daniela Rossato, invece, la giudice si è riservata la decisione sulla medesima istanza.
L'ipotesi investigativaSecondo quanto riportato nell'ordinanza del Gip, madre e figlio avrebbero messo in atto un piano per «eliminare un soggetto scomodo», nei confronti del quale, secondo la ricostruzione accusatoria, entrambi avrebbero nutrito un forte rancore.
Tra gli elementi citati nell'ordinanza c'è anche la gestione del patrimonio immobiliare della vittima, che avrebbe iniziato a dismettere alcune proprietà mantenendo la decisione riservata.
La scomparsa di Salvatore Giglio risale al 21 settembre 2024, ma la denuncia dell'allontanamento volontario sarebbe stata presentata dall'ex moglie soltanto il 25 settembre.
Inizialmente, secondo quanto emerso dalle indagini, era stata prospettata la possibilità che l'uomo si fosse allontanato volontariamente, ipotizzando una fuga con un'amante o persino un ritiro spirituale. Una versione che non avrebbe convinto gli investigatori.
Le telecamere e l'ultima volta in casaUn elemento centrale dell'inchiesta sarebbe rappresentato dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, le immagini avrebbero documentato il rientro di Salvatore Giglio nella propria abitazione alle 12:08 del 21 settembre. Subito dopo sarebbero entrati anche i due arrestati.
Da quel momento, secondo l'accusa, l'uomo non sarebbe più uscito dall'abitazione.
Il corpo nel fiume TacinaLa ricostruzione investigativa sostiene che, dopo l'omicidio, il corpo sarebbe stato trasportato in automobile e successivamente gettato nel fiume Tacina. Il cadavere, tuttavia, non è stato ancora ritrovato.
Tra gli elementi al vaglio degli inquirenti figurano anche i tracciati Gps dell'automobile di Daniela Rossato, che avrebbero documentato tre sopralluoghi notturni nella zona indicata come luogo di scarico.
La donna avrebbe spiegato quelle presenze affermando di essersi recata nell'area per «ricerche del marito».
Acido muriatico e candegginaUn ulteriore elemento investigativo riguarda alcuni acquisti di acido muriatico e candeggina, prodotti che secondo l'accusa sarebbero stati utilizzati per ripulire la scena del crimine.
Si tratta di elementi che dovranno ora essere sottoposti al vaglio della magistratura nel prosieguo dell'inchiesta.
Madre e figlio, attraverso la scelta di non rispondere, hanno deciso di attendere la conoscenza completa degli atti prima di fornire eventuali dichiarazioni. Nel frattempo restano entrambi in carcere, mentre proseguono le ricerche del corpo di Salvatore Giglio e gli accertamenti finalizzati a ricostruire l'esatta dinamica della sua scomparsa e della morte.