Venerdì 9 ottobre alle 6 del mattino il taglio del nastro. Il sindaco già sul cantiere
Sono le sei del mattino. Sul cantiere del Ponte del Calopinace il giorno deve ancora cominciare davvero. Le maestranze devono ancora arrivare, ma il cantiere è già lì, silenzioso, a raccontare il lavoro fatto e quello che sta per diventare realtà.
È da qui che il sindaco Francesco Cannizzaro guarda a un’opera destinata a segnare una pagina importante per la città.
"Sono le sei del mattino e sono sul cantiere del Ponte Calopinace. Le maestranze ancora devono arrivare - racconta il sindaco -. Ma siamo ormai alla vigilia di un momento che abbiamo atteso e costruito con impegno".
L’appuntamento è fissato per venerdì 9 ottobre, alle ore 6 del mattino. Un orario insolito per inaugurare un’opera, ma profondamente simbolico: l’ora dell’alba, quando un nuovo giorno comincia e la città si prepara a guardare avanti.
Un’alba fatta di opere che si iniziano, di cantieri che prendono forma e, soprattutto, di opere che si finiscono e vengono finalmente consegnate alla comunità.
Perché l’alba non è soltanto l’inizio di un nuovo giorno. È anche il momento in cui il lavoro compiuto diventa visibile, concreto, tangibile. È il passaggio dalle promesse alle opere, dai progetti alla realtà.
"Venerdì 9 ottobre, alle sei del mattino: l’alba di una nuova era", è il messaggio del sindaco.
E mentre sul cantiere lentamente arriveranno uomini, mezzi e maestranze, la luce del nuovo giorno accompagnerà idealmente il passaggio dal lavoro alla sua restituzione alla città. Alle sei del mattino, quando Reggio Calabria si prepara ancora a svegliarsi, il Ponte del Calopinace sarà invece pronto a diventare protagonista.
Un’alba speciale. L’alba di un’opera che si completa, di un cantiere che arriva al traguardo e di una città che guarda al futuro attraverso ciò che si costruisce, si realizza e si consegna ai cittadini.