L'architetto e senatore a vita, in un'intervista al Corriere della Sera, ha espresso perplessità sull'attuale progetto a campata unica
Il Ponte sullo Stretto di Messina torna al centro del dibattito, tra l'ottimismo del governo per l'avanzamento dell'iter e i dubbi sollevati dall'architetto Renzo Piano sull'attuale configurazione del progetto.
Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha confermato la volontà dell'esecutivo di aprire i cantieri nel 2026. L'iter, ha spiegato il Ministro, "è in fase molto avanzata" e il prossimo passo sarà "la nuova delibera del CIPESS dopo i rilievi della Corte dei Conti".
Nel frattempo, l'architetto e senatore a vita Renzo Piano ha espresso le sue perplessità sull'attuale progetto a campata unica, che con i suoi oltre 3,3 chilometri diventerebbe la più lunga al mondo. In un'intervista al Corriere della Sera, Piano ha definito il progetto "un'utopia ingegneristica e un azzardo paesaggistico", sottolineando la necessità di "valutare un rapporto diverso tra infrastruttura e territorio".
Piano non è contrario a priori al collegamento stabile tra Sicilia e Calabria, ma critica l'approccio orientato alla ricerca del "record mondiale", suggerendo invece di esplorare "soluzioni maggiormente integrate con il paesaggio dello Stretto".
Il progetto dovrà anche definire in modo preciso i costi e le tariffe di pedaggio. Il presidente dell'Autorità di regolazione dei trasporti, Nicola Zaccheo, ha spiegato che il piano tariffario attuale "può essere considerato adeguato allo stato attuale del progetto", ma la definizione di un sistema definitivo "potrà essere valutata solo nella fase più vicina all'entrata in esercizio dell'opera", quando saranno chiari "i costi effettivi, i volumi di traffico e il quadro complessivo degli investimenti".
Il prossimo passaggio chiave sarà dunque la delibera del CIPESS, che dovrebbe avvicinare ulteriormente il progetto all'inizio dei lavori previsto per il 2026.