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Blitz sul lavoro nero nel Reggino: irregolarità in campi, cantieri e panetterie

Autore Giorgia Rieto | mer, 16 set 2026 13:26 | Ispettori-Del-Lavoro Reggio-Calabria

Ispezioni dal 7 al 13 settembre nei settori dell’agricoltura, dell’edilizia e dei pubblici esercizi. Contestate anche violazioni sulla sicurezza


Controlli sul lavoro nero e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro sono stati effettuati dal 7 al 13 settembre dagli ispettori del lavoro di Reggio Calabria, impegnati in una serie di verifiche sul territorio cittadino e provinciale.

Le attività di vigilanza hanno interessato in particolare i comparti dell’agricoltura, dell’edilizia e dei pubblici esercizi, nell’ambito anche della campagna speciale “Alto Impatto”, coordinata dalla Prefettura di Reggio Calabria nella fascia jonica.

Nel settore agricolo, durante i controlli sono stati individuati due braccianti extracomunitari impiegati senza regolare contratto. Entrambi, tuttavia, sono risultati in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Nei confronti dell’impresa è stata disposta la sospensione dell’attività per lavoro nero.

Per ottenere la riapertura, il datore di lavoro dovrà procedere alla regolarizzazione dei due lavoratori e versare una somma aggiuntiva di 2.500 euro. La maxi-sanzione prevista per il lavoro nero ammonta invece a 7.800 euro. Gli ispettori hanno inoltre riscontrato violazioni in materia di salute e sicurezza, legate alla mancata sorveglianza sanitaria e alla mancata formazione dei lavoratori.

Operai in nero anche in un cantiere della Locride

Irregolarità sono emerse anche nel settore dell’edilizia. Durante un controllo effettuato in un cantiere della Locride, i due operai presenti, entrambi italiani, sono risultati privi di regolare contratto di lavoro.

Anche in questo caso è stata disposta la sospensione dell’attività, mentre sono state contestate le sanzioni previste per l’impiego di lavoratori in nero, oltre alle violazioni riguardanti la salute e sicurezza sul lavoro.

Un lavoratore in nero nella Piana di Gioia Tauro

Un'altra situazione irregolare è stata individuata nella Piana di Gioia Tauro, all’interno di un campo coltivato. L’unico bracciante trovato al lavoro è risultato impiegato in nero.

Per l’azienda è scattata la relativa maxi-sanzione, pari a 3.900 euro. Gli ispettori hanno inoltre rilevato la mancata sorveglianza sanitaria e l’assenza della formazione obbligatoria in materia di sicurezza sul lavoro.

Irregolarità anche in una panetteria

Infine, i controlli hanno interessato una panetteria della Piana di Gioia Tauro, dove uno dei quattro lavoratori presenti è risultato privo di regolare contratto.

Anche per l’attività commerciale è stata disposta la sospensione per lavoro nero. La riapertura sarà possibile dopo la regolarizzazione del lavoratore e il pagamento della somma aggiuntiva di 2.500 euro. La maxi-sanzione per il lavoro irregolare è stata quantificata in 3.900 euro.

Nel corso dell'ispezione sono state inoltre contestate la mancata visita medica di idoneità alla mansione e la mancata formazione in materia di salute e sicurezza.

I controlli rientrano nelle attività di vigilanza finalizzate a contrastare il lavoro sommerso e a verificare il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori, con particolare attenzione agli obblighi in materia di salute e sicurezza.


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