Festività Mariane, una città più gremita che mai accompagna la Sacra Effigie nel ricordo della giovane Anthea
Le Festività Mariane di Reggio Calabria hanno avuto quest’anno un sapore diverso. Una festa attesa, profondamente radicata nella storia e nella devozione della città, che si è trasformata in un momento di raccoglimento, dolore e preghiera dopo la tragica morte della giovane Anthea e il ferimento di un altro ragazzo in un terribile incidente stradale.
E proprio nel dolore, ancora una volta, Reggio ha trovato la forza di stringersi attorno alla sua Patrona.
Già dalla serata di ieri, la chiesa dell’Eremo era gremita. Una veglia che ha intrecciato fede, cultura e storia, accompagnando la città verso il momento più atteso delle celebrazioni. Una partecipazione particolarmente intensa, segnata dalla consapevolezza di vivere una festività diversa dalle altre.
Durante la serata è arrivato anche l’annuncio del sindaco Francesco Cannizzaro, che ha comunicato lo stop, nella serata di sabato, ai concerti previsti dal programma delle Festività, come segno di lutto e vicinanza alla famiglia della giovane vittima.
Poi questa mattina, il momento che ogni anno ferma Reggio.
L’uscita della Sacra Effigie dall’Eremo.
Applausi, commozione, preghiere e un fiume di persone hanno accompagnato la Madonna nel suo cammino. Una platea di fedeli apparsa ancora più numerosa rispetto agli anni precedenti, quasi che il dolore abbia spinto la città a cercare nella propria Patrona una risposta, un conforto, un segno di speranza.
Come da tradizione, ReggioTV ha raccontato in diretta la processione, portando quelle immagini e quelle emozioni oltre i confini della città e permettendo anche a chi si trovava fuori Reggio Calabria e nel resto della Calabria di vivere, seppur a distanza, uno dei momenti più importanti della vita religiosa e civile reggina.
Particolarmente significative le parole di monsignor Fortunato Morrone, che ha preso in carico la Sacra Effigie, affidando alla città un messaggio che va oltre la semplice celebrazione religiosa: Maria ci consegna Gesù e ci insegna a camminare insieme.
Un’immagine potente, soprattutto in una giornata nella quale istituzioni, Chiesa e cittadinanza si sono ritrovate unite davanti alla tragedia che ha colpito una giovane vita.
Una presenza che ha assunto un significato ancora più forte è stata quella del primo cittadino Francesco Cannizzaro, alla sua prima processione da sindaco di Reggio Calabria. Con grande emozione, Cannizzaro ha ricordato ancora una volta Anthea, portando nel momento più solenne della giornata il dolore di una comunità intera.
La sua prima processione da sindaco non è stata dunque soltanto un appuntamento istituzionale. È stata una processione vissuta con gli occhi e con il cuore di un reggino, nel segno di quel legame con la Sacra Effigie che, come ha ricordato, è sempre stato parte della sua storia personale e che oggi, indossando le vesti del primo cittadino, assume un significato ancora più profondo.
Nel racconto di ReggioTV c'è stato spazio anche per una riflessione forte e dolorosa di Eduardo Lamberti Castronuovo, che ha voluto ricordare la giovane vittima.
Parole che chiamano in causa l'intera comunità e che riportano al centro un tema che Reggio non può più ignorare: la sicurezza delle proprie strade e le condizioni critiche di alcuni tratti della viabilità cittadina.
Un richiamo alla responsabilità collettiva, espresso attraverso una frase destinata a far riflettere: «Tutti noi abbiamo sulla coscienza questa giovane vittima».
Perché dietro una tragedia stradale non ci sono soltanto numeri, cronache e statistiche. Ci sono volti, famiglie, sogni interrotti e una città costretta ancora una volta a interrogarsi.
E mentre la Sacra Effigie attraversava le strade di Reggio, il sentimento dominante è stato quello di una comunità che ha scelto di non rinunciare alla propria fede, pur portando addosso il peso del dolore.
Fino all'arrivo al Duomo.
E poi, come ogni anno, la consueta volata per l'ingresso della Sacra Effigie nella Cattedrale.
Una scena che, anno dopo anno, continua a emozionare. La corsa, gli applausi, le grida dei fedeli, l'abbraccio della folla e la Madonna che varca la soglia del Duomo: immagini che appartengono alla memoria collettiva di Reggio Calabria e che anche quest'anno hanno assunto un significato particolare.
Perché stavolta, insieme alla fede, c'era il dolore.
Insieme alla festa, il lutto.
Insieme agli applausi, il silenzio del ricordo.
Reggio ha accompagnato la sua Madonna nel cuore di una giornata difficile, affidandole ancora una volta le proprie paure, le proprie speranze e il ricordo di chi non c'è più.
E forse è proprio questo il significato più profondo delle Festività Mariane di quest'anno: una città che, davanti alla tragedia, ha scelto di camminare insieme.
Con la sua Patrona.
Con la sua Chiesa.
Con le sue istituzioni.
Con le sue famiglie.
Con Anthea nel cuore.