Ora e sempre, viva Maria! Dentro quel grido c’è un popolo

Autore Grazia Candido | sab, 12 set 2026 08:55 | Popolo Processione Urlo Ora-E-Sempre Viva-Maria

Non solo parole, ma la preghiera di una comunità, la forza della fede, la memoria di generazioni e l’affidamento alla Madonna della Consolazione

C’è un momento in cui la Vara non è più soltanto una macchina imponente trascinata per le strade. Non è più soltanto legno, corde, sudore e fatica. C’è un momento in cui diventa preghiera. È quando migliaia di voci, quasi una sola voce, esplodono in quel grido antico, accorato, viscerale: "Ora e sempre… viva Maria!".

E in quell’urlo c’è molto più di una semplice acclamazione. C’è la fede dei portatori della Vara, uomini che mettono il proprio corpo al servizio di una tradizione e che sentono di partecipare a qualcosa che li supera. C’è il peso sulle spalle, il sudore sulla fronte, la tensione nelle mani, la fatica che diventa offerta. E poi c’è Lei. Maria, Madonna della Consolazione.

Quel grido nasce dal cuore di un popolo che da generazioni si affida alla Madre. Non è un grido costruito, non è una frase pronunciata per abitudine. È un grido che viene fuori quando la voce individuale non basta più e allora si cerca quella degli altri, fino a diventare un unico respiro.

Ora e sempre. Due parole che dicono tutto.

Ora, perché Maria è invocata nel presente, nelle difficoltà di ogni giorno, nelle paure, nelle speranze, nelle gioie e nei dolori.

Sempre, perché la devozione non appartiene soltanto a quel giorno, a quelle strade, a quella folla. È un legame che attraversa il tempo. È ciò che hanno gridato i padri e i nonni e che, idealmente, continueranno a gridare i figli e i nipoti.

E poi quelle due parole: Viva Maria.

Non è soltanto un augurio. È un'affermazione di appartenenza. È dire: noi siamo qui. È riconoscersi dentro una storia, dentro una fede, dentro una città che, almeno per un istante, si ritrova unita. Perché quando i portatori gridano e la folla risponde, accade qualcosa di difficile da spiegare a chi guarda soltanto da fuori.

Il grido diventa il loro battito. Dentro quell'urlo c'è chi chiede una grazia e chi semplicemente ringrazia. Perché alcune cose non hanno bisogno di essere spiegate: si sentono.





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