La sostituta procuratrice della Dda di Catanzaro ha sottolineato l’importanza della legalità, della trasparenza e della responsabilità politica nella lotta alla criminalità organizzata
"La politica deve tornare a essere uno spazio di libertà e confronto per compiere scelte responsabili, orientate al bene della comunità. Un'idea distante anni luce dalla visione contemporanea, che accosta alla politica il calcolo strategico per l'autoconservazione del potere".
Lo ha detto Annamaria Frustaci, sostituta procuratrice della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, aprendo il percorso di formazione sociale e politica promosso dall'Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace.
"La legalità - ha aggiunto - non è un ostacolo, non è repressione o cieca obbedienza a regole imposte. La legalità è, come diceva Sturzo, la forma laica della fraternità. E ha due volti: quello della trasparenza e quello dell'educazione e formazione delle nuove generazioni".
"Lo stile di vita di Livatino, il coraggio di Borsellino e la lucidità di Diego Tajani - ha affermato la magistrata - ci consegnano una lezione attualissima: non basta cercare il mafioso, bisogna interrogarsi su tutto ciò che rende possibile il potere mafioso. La vera forza della mafia è nella zona grigia, nella rete di imprenditori, professionisti, funzionari e pezzi delle istituzioni".
"Borsellino - ha concluso Frustaci - ci ha ricordato che la responsabilità politica non coincide con quella penale e che non basta essere assolti: chi amministra la cosa pubblica deve essere credibile".