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Armi a Gioia Tauro. I sindacati: “I container pronti a partire verso Israele”

Autore Giorgia Rieto | sab, 05 set 2026 18:16 | Israele Porto-Di-Gioia-Tauro

I sindacati sostengono di aver seguito la vicenda negli ultimi mesi e chiedono ora chiarimenti alle autorità competenti

Torna al centro dell’attenzione il caso dei sedici container di acciaio balistico fermati e sottoposti a ispezione al porto di Gioia Tauro tra marzo e aprile. Secondo quanto denunciano USB Calabria e Or.S.A. Mari e Porti, le spedizioni sarebbero ora pronte a ripartire: i siti di tracciamento indicherebbero l’imbarco sulla nave Contship Joy per l’8 settembre, con successivo trasbordo al Pireo e destinazione finale Israele.

I sindacati sostengono di aver seguito la vicenda negli ultimi mesi e chiedono ora chiarimenti alle autorità competenti, sottolineando la necessità di conoscere con precisione la natura del materiale, la destinazione e gli eventuali provvedimenti adottati.

Nel documento viene richiamata anche un’audizione del 1° luglio davanti alla Commissione Esteri, nella quale, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, il direttore dell’UAMA avrebbe spiegato che i casi segnalati non erano proseguiti e che le merci, eventualmente, sarebbero potute tornare al mittente.

USB Calabria e Or.S.A. contestano però l’attuale possibile movimentazione verso il Pireo e chiedono che vengano resi pubblici gli atti relativi alla vicenda. In particolare, domandano di sapere se sia stata adottata una misura catch all, se sia stata presentata una richiesta di licenza, da chi e con quale esito, oltre agli aggiornamenti sulla perizia sull’acciaio che, secondo il documento, avrebbe dovuto essere disposta dal Ministero dell’Interno.

Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre al Prefetto di Reggio Calabria di intervenire prima dell’8 settembre, invocando ragioni di ordine pubblico, e sollecitano un chiarimento sul quadro normativo che disciplina il transito di merci potenzialmente destinate a impieghi militari.

La vicenda si intreccia così con il più ampio dibattito sul ruolo dei porti italiani nei traffici internazionali e sul rispetto della normativa italiana ed europea in materia di esportazione e transito di materiali sensibili.

La posizione dei sindacati è netta: chiedono il rispetto della legge 185/90, delle norme europee sul duplice uso e del Trattato sul commercio delle armi, oltre a una modifica della normativa sui transiti. «Gioia Tauro non sarà un anello della catena logistica del genocidio», affermano USB Calabria e Or.S.A. Mari e Porti, annunciando che continueranno a seguire la vicenda.



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