Forte incertezza sul futuro occupazionale e organizzativo del settore
Tornano a manifestare i lavoratori Enel dopo lo sciopero già messo in atto nel mese di gennaio. La nuova mobilitazione si è svolta in piazza, dove i dipendenti hanno espresso forte preoccupazione e sdegno in merito al nuovo bando di gara promosso da Enel.
Al centro della protesta, secondo quanto denunciato dai lavoratori ai microfoni di ReggioTV, ci sarebbe un impianto contrattuale che non garantirebbe la tutela occupazionale. In particolare, viene contestata l’assenza di un trasferimento “non forzato” del personale e il rischio di un esubero stimato tra il 30 e il 40 per cento della forza lavoro coinvolta.
Una situazione che, secondo le testimonianze raccolte durante la manifestazione, alimenta forte incertezza sul futuro occupazionale e organizzativo del settore. I lavoratori parlano di un modello che potrebbe portare alla progressiva sostituzione di alcune mansioni attraverso sistemi di intelligenza artificiale, riducendo sensibilmente il ruolo delle risorse umane impiegate.
“Non siamo contro l’innovazione, ma chiediamo garanzie sul nostro futuro”, è il senso del messaggio rilanciato dai manifestanti, che rivendicano maggiore chiarezza sul piano industriale e sulle ricadute occupazionali.
La protesta, dunque, riporta al centro il tema del rapporto tra transizione tecnologica e tutela del lavoro, con i sindacati e i lavoratori che chiedono un confronto urgente con l’azienda e le istituzioni per evitare ricadute sociali pesanti.
La mobilitazione odierna rappresenta un nuovo segnale di tensione destinato, con ogni probabilità, a non esaurirsi senza un tavolo di confronto ufficiale.