Forse non si riuscirà mai a comprendere come possa essere effettivamente capitato un incidente del genere. La serata non era cattiva, vi era una buona visibilità, non c’era forte vento, ma qualcosa non è andato per il verso giusto. Nella Banchina Colapesce era veramente sconvolgente scorgere prima i volti dei parenti ignari della sorte capitata ai propri cari e poi i volti dei numerosi feriti: volti macchiati di sangue o nel migliore dei casi macchiati di paura e sgomento. Non si possono avere parole per il grande dolore di coloro che non vedranno più tornare a casa i propri cari. Eppure, nonostante tutto, poteva andare ancora peggio: i morti potevano essere molti di più. La nostra vita è piena di coincidenze che molte volte ci lasciano attoniti e proprio il giorno dell’incidente coincise con una data particolare.
Il 15 Gennaio la Chiesa Cattolica ricorda San Mauro Abate, un Santo che in modo sconvolgente si collega all’evento svoltosi nello Stretto di Messina. Nel IV secolo Mauro fu uno dei primi discepoli del fondatore del monachesimo occidentale: San Benedetto da Norcia. Insieme a lui un altro che abbracciò tra i primi la nuova regola benedettina fu Placido, figlio del romano Tertullo e della messinese Faustina. Placido in seguito verr mandato a Messina dove subirà il Martirio ed in seguito diventer uno dei Santi Patroni di Messina.
Le fonti narrano, fra i primi San Gregorio Magno nei suoi Dialoghi, che un giorno quando ancora Mauro e Placido erano a Subiaco con Benedetto avvenne un evento portentoso. Placido stava per annegare in un lago nei pressi del fiume Aniene, contemporaneamente Benedetto ebbe una visione e mandò subito in suo aiuto Mauro che miracolosamente salvò Placido dalle gelide acque. del lago. Un episodio verificatosi secoli e secoli fa ma che in modo impressionante si ricollega all’incidente avvenuto Martedì 15 Gennaio 2007: giorno dedicato a San Mauro, quel Santo che salvò dall’annegamento San Placido, colui che diventer uno dei Patroni principali di Messina, uno dei simboli della stessa Citt dello Stretto.
Non finisce qui: colui che nell’attimo della collisione è stato tra i primi a dare l’allarme e si ¨ dato da fare per i primi soccorsi all’interno dell’aliscafo è un Sovrintendente della Polizia di Stato che guarda caso va di cognome Benedetto.. Per non parlare delle quattro vittime della collisione, quattro come gli stessi martiri messinesi Placido, Flavia, Eutichio e Vittorino. Strane e scolvogenti coincidenze che legano questo triste incidente alla plurimillenaria storia di Messina e ai suoi dimenticati Santi che nonostante tutto proteggono ancora la propria Città.
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