Mercoledì 2 giugno Scilla si è trasformata nell'incubo trasposto sullo schermo da Micahel Douglas "Un giorno di ordinaria follia". Arrivato alle 12 (non certo tardi), mi ritrovo a giare a vuoto per il parcheggio, tra una marea di gente degna del fiume Gange in India. I lidi presi d'assalto, vigili locali e chi li ha visti, le attività sul lungomare che sicuramente hanno perso clienti per il parcheggio, tutto a vantaggio del mordi e fuggi, massificazione (e mostrificazione ) di massa. Ho dato l'addio a Scilla, chiaramente mal gestita pur nell'eccezionalità, per la atavica mancanza di parcheggi e per la incivile ressa sul mare (altro che distanziamento sociale che comincio a rimpiangere). Addio Scilla, ci vediamo ad ottobre. Campate pure coi panini al pescespada e mandate via chi può spendere di più in un ristorante. Italia alle vongole
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