La parità salariale tra i sessi è Legge per le donne della Regione Lazio. E come Crpo Calabria non possiamo che essere contente. Il 19 Maggio u.s., infatti, durante una seduta del consiglio regionale Lazio è stata approvata una legge a sostegno delle donne- E’ una Legge che sancisce il principio di parità retributiva. E’ una Legge che trova la conferma a quanto la Commissione Regionale per le pari opportunità della Calabria, da me presieduta, ha sempre chiesto e promosso in questi anni alla Regione. La Crpo Calabria ha in più occasioni ed eventi chiesto con forza il rispetto per le donne e la possibilità di vedere realizzate ed valorizzate le loro competenze in ogni campo, lavorativo non solo, ma anche politico, perché in possesso di eguali capacità con gli uomini. Il retaggio culturale della Regione Calabria, ancora maschilista, è ostativo per questo obiettivo. L’attuale Crpo Calabria è dal 2016 che promuove azioni di sensibilizzazione a tal fine. La doppia preferenza è risultato solo di decisione assembleare del 2020, ben quattro anni dopo di richieste e dimostranze della stessa Commissione, e delle aggregazioni di donne calabresi. La Legge della Regione Lazio nasce dopo l’esame di alcune situazioni in campo lavorativo delle donne. Questo è quanto fatto anche dalla Crpo Calabria che ha analizzato le possibilità lavorative delle donne calabresi, sia come donne dipendenti, anche come donne occupanti posti apicali in aziende, sia come donne libere professioniste, ed anche titolari di imprese individuali, o come facenti parte di consigli di amministrazione. Questa analisi è iniziata durante il periodo dell’emergenza sanitaria da covid 19, perché proprio in quel periodo, da marzo 2020 in poi, le donne lavoratrici sono state le destinatarie di lavori in smart working, o oggetto di licenziamenti per crisi aziendale, o di riduzione di ore di lavoro, soprattutto perché costrette a gestire in maniera più assidua i propri figli che dovevano svolgere le lezioni in DAD. Le donne mamme quindi si sono trasformate in donne “ equilibriste”, dedite al lavoro da svolgere in casa, ma anche alla famiglia. E’ stata svolta anche una analisi sulla possibilità agevole o meno di “fare impresa”. Ed è emerso che chi vuole iniziare una attività imprenditoriale, sia essa donna, sia esso uomo, incontra soprattutto difficoltà ad accedere al credito per finanziare la propria impresa. Numerosi sono gli aiuti, statali o europei, che finanziano le attività in contributi a fondo perduto, anche in parte, ma è scarsa la loro conoscenza per una pubblicità carente. La Crpo Calabria ha svolto l’analisi ricevendo in videoconferenza durante le riunioni istituzionali, imprenditori calabresi, anche con all’interno della compagine sociale, donne; professori universitari degli atenei calabresi; ed anche i responsabili dell’ABI, nazionali e regionali. La Regione Calabria deve fare tanto ancora per le donne. Come Crpo Calabria il nostro impegno continuerà nel fare azioni di sensibilizzazione alla parità. Ma come proposte, anche normative, non possiamo fare nulla, data la situazione attuale del nostro consiglio regionale, che è fermo nel prendere decisioni radicali, fino alle prossime elezioni regionali, che si prevedono ad ottobre prossimo. Speriamo solo che il prossimo consiglio regionale possa mettere in atto azioni positive verso le donne e magari approvare una legge più che mai necessaria, come quella laziale, anche per la Calabria, anche agevolando le donne mamme con un welfare efficace ed efficiente nella fornitura di servizi per l’infanzia. Certo il tutto è possibile solo con una rivoluzione culturale, che si spera possa modificare il pensiero di alcuni calabresi misogini. Presidente Crpo Calabria Cinzia Nava
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