Lettere aperta degli Amici del Museo Nazionale della Magna Grecia di Reggio Calabria:

Autore Vincenzo Panuccio - Avv. Prof. Emerito della Universit | sab, 11 apr 2026 01:45

Dalla intervista col nuovo Ministro per i beni culturali, passato dalla Agri-coltura alla cultura,come pubblicata sul sole 24 ore del 25/3 2011, risulta il seguente obiter dictum, dopo la affermazione:”la cultura ha senz’altro bisogno di soldi, ma anche di progetti, di idee” alla domanda dell’intervistatore:”(di che)”tipo?” il Ministro si lascia andare alla frase, qualificata variamente dai commenti della stampa locale come:scellerata, provocatoria, priva di merito e progettualità, etc ”bisogna per esempio, abbandonare i conformismi. I Bronzi di Riace sono stati trovati nei mari della Calabria, ma solo per questo devono rimanere in quella zona? E’ una vera operazione culturale quella di tenerli nel museo di Reggio?” e poi, dopo altro esempio (la Venere di Morgantina) si premura cautelosamente di aggiungere “sto solo ponendo alcuni problemi. Prima di fare proposte vorrei riflettere con le persone che in questo ministero hanno tutta l’esperienza per affrontare simili questioni. E’ però evidente che bisogna cercare soluzioni nuove.” Linguaggio generico, indeterminato, politichese di difficile interpretazione, sicché è comprensibile, fra le altre, la reazione del Presidente della Giunta Regionale Calabrese dr. Scopelliti, che, riservandosi di chiarire le idee ministeriali, ha aggiunto, significativamente: si tratta di una riflessione. E qui,a parte la genericità, a parte la qualificazione del museo di Reggio, che non è cittadino, ma nazionale della Magna Grecia (due sono i musei con tale intitolazione: Reggio e Taranto),viene fatta di osservare in linea generale al Ministro che nelle scienze dello spirito, come quella della Archeologia e dell’Arte, l’esempio deve servire a sorreggere e confermare l’idea astratta, sicché un esempio mal trovato anzicché confermare l’idea, la smentisce. E non vi può essere dubbio che l’esempio dei Bronzi di Riace, addotto (incautamente almeno) dal Ministro è, a dir poco,non probante,mal trovato, il che inficia anche la idea che ne sta a base, sulla quale, siamo certi, il Ministro dovrà riflettere e come.
Non possiamo poi esimerci dal rilevare che è non veritiero e infondato affermare la rilevanza del luogo del ritrovamento dei Bronzi, ai fini della assegnazione al Museo Nazionale della Magna Grecia; con questa affermazione si dimentica quanto è stato già subito rilevato dalla stampa e cioè che il ritrovamento va inserito nell’ambiente e nella cultura della Magna Grecia,che ha tradizioni in Calabria, in quell’ambiente documentato nel Museo predetto, ed inserito nell’inventario dal Sovrintendente dell’epoca prof. Foti, con le approvazioni ministeriali.
Lo documentano i reperti eccezionali di Magna Grecia che affollano le numerose sale del Museo: basta ricordare, la testa bronzea del filosofo e quella di Basilea, il Kuros, le pinakes Locresi, le tabelle di bronzo di Locri, il Laocoonte, le collezioni di vasi, i reperti emersi dal mare, la collezione delle ancore e delle anfore etc.etc. Ed anche se noi abbiamo più volte ricordato che l’importanza di un Museo non è connessa col numero dei visitatori, ma deriva dalla sua importanza strutturale e funzionale, non potendosi avere una visione mercantilistica dell’opera d’arte, (v. oggi Carrubba) va ricordato l’opinione comune che,secondo una recente indagine statistica, tra i Musei calabresi quello di Reggio regge rispetto agli altri di Catanzaro e Cosenza, per il numero delle presenze:basta che il Ministro si informi (magari dalla sua corregionale, la attivissima sovrintendente Bonomi, che vola da Venezia a Reggio, dedicata al Museo con intelligenza e preparazione, avendo già curato il difficile compito del trasferimento provvisorio delle opere d’arte), sul dato significativo che durante i pochi mesi in cui i Bronzi sono esposti al Palazzo della Regione, (nel corso del restauro, effettuato a Reggio, grazie al supporto economico del Presidente del Consiglio Regionale, On. Bova) più di duecentomila visitatori italiani e stranieri affollarono gratuitamente le sale del museo,provvisoriamente e intelligentemente allestito, in sostituzione di quello chiuso per la ristrutturazione. A proposito, certo il Ministro non può ignorare che fra le grandi opere finanziate per il centocinquantesimo anniversario dell’Unità Italiana, il Presidente della Repubblica, sostenne (e ciò è motivo di orgoglio,e costituisce riconoscimento altissimo dell’importanza del museo) l’inserimento della ristrutturazione del Museo della Magna Grecia. (Oggi sala per i bronzi è quasi ultimata, l’Enea ha predisposto i basamenti antisismici, e i lavori complessivi sono quasi ultimati). Il riconoscimento della bontà dell’iniziativa ha suggerito a Reggio la instaurazione di un laboratorio di restauro, al quale potranno lavorare tanti giovani). Certo occorre incentivare, in luogo di ridurli, i mezzi di trasporto, ferroviario, marittimo e aeroportuale, promuovere iniziative turistiche e culturali che, a quanto pare, è negli intendimenti della nuova Giunta Regionale, e,speriamo delle istituzioni centrali, fra cui il Ministero, dal quale ci attendiamo “riflessioni” adeguate, non espressioni allarmistiche, non fondate nella realtà, neanche nella realtà giudiziaria e politica. Va qui ricordato, quanto alla realtà giudiziaria, che sussiste un giudicato, provocato dalla Associazione Amici del Museo e da numerose associazioni e da semplici cittadini, rappresentato dalla sentenza del Consiglio di Stato del 30.07.2009 n. 4779/09, la quale a proposito della vicenda della clonazione dei due bronzi, a fini di nomadismo, ha con una operazione, pur illegittima,mutato la motivazione sulla cui base il Tar di Reggio aveva deciso per la intrasferibilità,con una elaborata sentenza del 2003, sancendo che la clonazione non può avvenire se non per ricerca scientifica e per garanzia di conservazione,non già per nomadismo,(oltre tutto pericoloso per la integrità dei due capolavori) così troncando (con la forza del giudicato che va rispettato da tutti i cittadini, Ministri inclusi), le aspettative nomadistiche del presidente della Regione dell’epoca on.Chiaravalloti,che aveva già finanziato preventivamente a quel fine la clonazione.
Quanto alla realtà politica, essa pure ignorata, si dimentica che vi è stato un referendum popolare, e ben 100.000 cittadini si espressero per la inamovibilità; e che numerosi comitati anche con l’avallo delle istituzioni (specie Comune e Provincia) contro il trasferimento anche temporaneo dei bronzi ad Atene per le olimpiadi e a Genova per il G.8, parli con le città, il Ministro rispettandone autonomia e competenza (è l’invito che dalle colonne del Sole 24 ore del 27.3. rivolge al Ministro Salvatore Carrubba, lasci da parte i burosauri)
La frase della intervista ricordata all’inizio non meritava forse tanta immediata reazione nella cittadinanza, nella opinione pubblica, e in quella qualificata, che la Associazione da me presieduta rappresenta,a pieno titolo perché il Ministro apprenderà certo che da Reggio,nel lontano 1997, fondammo per la previggenza del sovrintendente De Francisci, una associazione che è considerata a ragione la fondatrice della Federazione Nazionale degli Amici dei Musei d’Italia,che ora è forte di oltre cento associazioni, e che gettò le basi anche della Federazione Mondiale degli Amici dei Musei nata a Barcellona, al cui statuto partecipai.
Un detto calabrese dice: scupa nova faci struscio (traduco dal vocabolario di Rohlfs per me stesso: la scopa nuova fa struscio).
Lo struscio ha provocato un risveglio di una opinione vigile e attenta, attorno ai beni di cultura, che è vita di una comunità in un certo momento storico. E di ciò, tutto sommato,siamo grati al Ministro per quella frase sollecitatrice. Certo, ci siamo chiesti quale può essere come dicono i giuristi la ratio che ha potuto malamente ispirare quelle parole ministeriali: non già la realtà del Museo Nazionale della Magna Grecia, non già i precedenti giudiziari, non la pubblica opinione della comunità calabrese, non l’ambientazione classica dei reperti nella cultura calabrese, erede indiscussa di Magna Grecia, nel cui ambito i Bronzi nacquero;non l’aspetto politico della vicenda, ma allora quale può essere la motivazione dell’accaduto? La speculazione politica, alla quale noi restiamo estranei,non infettati spiritualmente, per la serietà della cultura, dell’arte, della tradizione nella vita di una comunità che merita rispetto,almeno come le altre italiane, ha insinuato di malintese ispirazioni leghiste,alle quali ci rifiutiamo di dar credito per riguardo alle istituzioni, specie in un momento della nostra storia in cui tanto si parla (e ahinoi) si sparla della unità italiana.

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