A proposito di "modello Reggio", la cui affermazione ed estensione su scala regionale non può non suscitare sgomento. Non voglio parlare del caso Fallara e delle montagne di soldi distribuiti illecitamente, Scopelliti imperante. Voglio semplicemente accostare alle segnalazioni sulle buche nelle strade, sugli allagamenti e sulle frane, tre episodi di "ordinaria vita cittadina" ai quali, ieri, mi è capitato di assistere. Il primo : lo stato di degrado e di abbandono del lido comunale, causato da chissà quali frequentazioni diurne e/o notturne, su cui varrebbe la pena di accendere telecamere, microfoni e riflettori, per individuare responsabilità e rimedi; il secondo : da giorni o settimane numerosi abitanti delle case ATERP di via Sbarre Inferiori a monte, dunque in pieno centro cittadino, lamentano il mancato deflusso dei liquami lungo la condotta sita nella via per cui segnalano il ritorno di detti liquami nelle cantine senza che il problema sia stato affrontato e risolto; terzo : grande successo di pubblico, accorso giustamente in massa per assistere al nuovo spettacolo rappresentato al Teatro Comunale dall'Associazione "Artisti Reggini della Sanità", pubblico ricevuto dalle hostess della società Titan, le quali lavorano "sperando" che "prima o dopo" anche a Reggio Calabria possa trovare applicazione l'articolo 36 della Costituzione che prevede il diritto alla retribuzione. Costituzione che la maggioranza di governo, che per caso corrisponde in buona misura alla maggioranza che governa Reggio e la Regione Calabria, vorrebbe non a caso modificare; Costituzione che l'ANPI vuole difendere e fare applicare.
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