Le strade dissestate di Ravagnese

Autore Massimo Terzoni - Emanuela Artuso | sab, 11 apr 2026 01:45

Ancora una volta il comitato “Nausicaa”, si trova a dover denunciare l’immobilismo di coloro che per loro intrinseca natura sono preposti anche a segnalare le difficoltà e le criticità di un territorio, come quello di Ravagnese, abbandonato a se stesso. Il Comitato, oramai da tempo cerca di riaccendere i riflettori su questa parte della città che da qualcuno è stata più volte definita ” il biglietto da visita” della Città Metropolitana adagiata sul Mediterraneo (?). Alla faccia!!! Mai visto che per rimanere nel cuore di tutti i turisti che atterrano al Tito MINNITI, gli si provoca una specie di elettroshock a causa delle innumerevoli e soprattutto inevitabili buche, che si potrebbero in alcuni casi definire crateri, disseminate su tutta l’arteria stradale che dall’aeroporto porta sia verso il cuore della città, sia verso l’importante sbocco autostradale per proseguire fino a Croce Valanidi. Il Comitato si domanda, inoltre, come si può lasciare, sempre sulla stessa centrale arteria stradale, penzolare una cabina dell’Enel a servizio di un gran numero di abitazioni ed attività commerciali. Ad evitare il crollo rovinoso al suolo della stessa, c’è solo l’arguzia di un operaio intervenuto per i trascorsi disastri metereologici, che ha pensato bene di addossarla ad un palo di legno in balia di qualsiasi voglia serie d’intemperie o alle trovate di qualche burlone!!! E ancora ci si domanda come è possibile che quotidianamente tanti genitori si trovano a doversi allenare in una specie di “camel trophi” per accompagnare i propri figli a scuola, perché hanno il disaggio di frequentare uno dei tanti plessi in cui è smembrata la scuola ”Nosside”, dove la sede stradale dell’unica via di transito si restringe ulteriormente a causa di voragini che gli automobilisti malcapitati tentano di schivare, con il concreto rischio di incrociare, se va bene, un pullman di linea o un grosso camion, o un malcapitato pedone, spesso bambini della stessa scuola costretti a camminare a bordo strada a causa dell’inesistenza di marciapiedi. Travolti da tutto questo vortice di domande abbiamo chiesto più volte alla Multiservizi, azienda con la quale ci siamo più volte confrontati ed abbiamo potuto registrare completa e puntuale disponibilità, la ragione di queste inefficienze. La risposta è stata che attendono un semplice fax da chi di dovere per poter intervenire. Da cittadini ci sentiamo beffati. Possibile che nell’era del multimediale si sia dimenticato come si invia un fax?
E proprio da questa presa in giro, da questa barbicata forma di apatia, che matura profondamente il convincimento che diventa risolutiva la presenza di cittadini, che come noi, intendono rimboccarsi le maniche con l’unico intento di lottare per migliorare le condizioni della collettività, nella piena convinzione che chi fa da sé fa per tre ma, soprattutto, che attendere i tempi biblici d’ intervento delle Istituzioni, a tutela del cittadino, non ci interessa più.

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