Egregio, stimatissimo Dr. Lamberti,
Utilizzo lo strumento della posta elettronica per scriverLe e per comunicare ciò che di seguito riporterò.
Ormai da qualche anno fuori dalla mia città, Reggio Calabria, non guardavo con interesse i programmi di un’emittente televisiva reggina. In questi giorni, rientrato per le vacanze estive, solo per caso ho avuto modo di seguire i programmi di RTV, una serie di "pillole" replicanti grandi, interessanti approfondimenti culturali a vario titolo, ma anche di divulgazione di cultura ed educazione cittadina che da sempre sta nel Suo cuore ( lo so perchè mio padre è un Suo fan!) come nel mio, essendo io, professione a parte, impegnato - nel mio piccolo - nella promozione di caratteri umani e sociali la cui importanza è intramontabile.
Certo, valori intramontabili, a meno che essi non siano messi a tacere dal loro vettore più degno: l’uomo stesso, che diviene incorreggibile indegno!
In questi anni trascorsi fuori ho avuto modo di confermare che l’acerrimo nemico dell’uomo è esso stesso, nient’altro e nessun altro. Senza l’inimicizia degli uomini, la specie umana non deve temere finanza, economia, politica, nulla; perché ognuno di tali "sotto sistemi" consentirebbero, nel loro regolare funzionamento, alla specie umana di migliorare l’esistenza civile consentendo la soddisfazione degli uomini, sia in termini di beni che di benefici esistenziali. Tutto ciò non sembra avvenuto, anzi sembra proprio che gli uomini abbiano tradotto male gli scopi prefissati dai padri della società, senza rispetto nè per i nobili intenti di questi, nè per le aspettative dei figli coinvolti nelle vicende della società stessa.
Sono andato via (non dopo aver tentato per cinque anni di farmi strada qui), per allontanarmi da un piccolo contesto in cui la mia impressione trovava conferma giorno dopo giorno, specialmente per un giovane come me che non ha mai cercato amicizie per farsi strada, nel mondo del lavoro in particolar modo; per scoprire comunque, che - ovvie differenze a parte - tutto il mondo è quasi paese! Ho faticato anche fuori, ma la fatica non mi ha mai fatto paura!
Ma per la mia città ho sempre covato una speranza di miglioramento ed, arrivando al punto, ho scorto in Lei, nel Suo impegno editoriale e politico, una forte continuità tra quello che l’uomo dovrebbe essere e ciò che è nella realtà, un insieme di cultura umana, cittadina e professionale e connotato da interesse a che la propria terra mantenga i connotati di cui mai si auspica la dispersione. Ci sono degli "elementi" che continuano a vivere in me e di cui sono nostalgico ad ogni mio allontanamento da Reggio Calabria e dalla sua provincia. Il mare, la natura, l’aria e, grazie a persone come Lei e la mia famiglia, anche l’uomo vero, una specie in via di estinzione che oggi, ripeto, grazie a Lei esiste e che mi fa venire voglia di non andare più via.
Credo sia doveroso, nel Suo continuo e valoroso impegno anche politico per questa città, rivolgerLe l’apprezzamento, il ringraziamento e l’incoraggiamento che merita, anche se esso perviene da uno sconosciuto come me.
Un cordiale saluto.
Francesco Zappia
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