I riflettori saranno puntati in particolare sul reparto difensivo, dal portiere ai centrali, chiamati fin da subito a dimostrare carattere, solidità e grinta
di Antonio Chiera
Quindicesimo giorno di lavoro nel quartier generale di Cantalupa per la Reggina di mister Marchionni. Il bilancio di questa prima fase di preparazione è certamente soddisfacente: tanto lavoro sul campo, buone trame di gioco e gol nelle prime uscite amichevoli, ma anche le inevitabili sbavature estive su cui la guida tecnica dovrà continuare a lavorare da qui al 6 settembre, data fissata per l'esordio ufficiale in campionato al Granillo contro il Licata.
Mattinata di riposo per la squadra, ma non per chi lavora dietro le quinte. Al centro sportivo lo staff cura ogni dettaglio: il dottore Pasquale Favasuli, i fisioterapisti, i magazzinieri e tutto il gruppo di supporto si prendono cura dei giocatori rimasti a al centro sportivo, tra terapie, recupero e gestione quotidiana. È un lavoro silenzioso ma fondamentale, perché l’amichevole di domani conta eccome: la Reggina vuole tornare a Reggio Calabria con un tabellino che riporti zero sconfitte. L’umore nel ritiro resta alto, ma è inutile nasconderlo: più si avvicina l’esordio, più il cuore di tutti batte forte.
Il tempo degli esperimenti, però, lascia subito il posto al campo. Domani, giovedì, con calcio d’inizio alle ore 17:30, gli amaranto scenderanno sul prato dello stadio “Luigi Barbieri” di Pinerolo per affrontare la Sanremese. Un complesso situato nel cuore della città che ospiterà quello che ha tutta l'aria di essere molto più di un semplice allenamento congiunto. Con tantissimi tifosi attesi al seguito e la voglia di chiudere il ritiro senza incassare sconfitte, la sfida si preannuncia agonisticamente vera e combattuta.
I liguri, in ritiro dal 24 luglio e dal 2 agosto a Sestriere agli ordini di mister Gianluca Festa, arrivano allo scontro dopo lo 0-0 nell'ultimo test con il Bra. La Sanremese si presenterà in campo con qualche giorno di preparazione in più nelle gambe, un fattore che potrebbe farsi sentire sul piano del ritmo.
Ma il vero spauracchio per la retroguardia reggina ha un nome e un cognome ben precisi: Simone Ganz. L'attaccante classe 1993, figlio d'arte dell'ex bomber Maurizio, vanta un curriculum di assoluto spessore con centinaia di presenze e gol tra Serie B e Serie C, cresciuto nel settore giovanile del Milan e distintosi in particolare a Como dove realizzò 16 reti in B proprio con mister Festa. Insieme a lui, attenzione alla freschezza dei giovani promettenti Appiah (ex Sassuolo) e Melis (scuola Cagliari).
Per la squadra di Marchionni che affronta questo test con una rosa ancora in fase di completamento e con meno giorni di lavoro sulle spalle rispetto agli avversari, si tratta di un vero e proprio esame di maturità. Da Romairone al tecnico, fino a ogni singolo calciatore, la consapevolezza è chiara: nulla può essere preso sottogamba. I riflettori saranno puntati in particolare sul reparto difensivo, dal portiere ai centrali, chiamati fin da subito a dimostrare carattere, solidità e grinta contro interpreti di categoria superiore.