Cinque reti in mezz'ora, il sostegno di oltre 200 tifosi e le parole di Laaribi e del tecnico avversario Guidetti
di Antonio Chiera- Il secondo test stagionale della Reggina, disputato contro il Gozzano sul campo del "Grande Torino", è stato tutto fuorché un'amichevole di ritiro come tante altre. Mister Marchionni ha preparato la sfida nei minimi dettagli, come se si trattasse di una gara di campionato: attivazione muscolare, poi tutti convocati in spogliatoio alle 17.20, con un livello di concentrazione che, secondo quanto trapela dall'ambiente amaranto, è l'obiettivo dichiarato di questo periodo di preparazione e poi subito per il riscaldamento
Il fischio d'inizio è arrivato alle 18, con un caldo intenso che però non ha scoraggiato oltre 200 tifosi reggini, arrivati fin quassù per sostenere la squadra con cori e fumogeni. Un dettaglio non da poco, sottolineato a fine gara anche da Mohamed Laaribi: "Siamo felici e onorati del seguito di tifosi anche qui al Nord, li ringraziamo per il loro sostegno. La società ha allestito una rosa importante con giocatori di valore e ora sta a noi unire la mentalità giusta. Sappiamo di avere responsabilità importanti e che c'è grande consapevolezza della forza del gruppo: dovremo dimostrarlo sul campo ogni domenica."
Parole che fotografano bene quanto visto in campo: un primo tempo scoppiettante, con cinque reti in meno di mezz'ora. La Reggina parte forte e piazza subito l'uno-due, con Abonckelet che sblocca il match e Alma che raddoppia dal dischetto; il Gozzano accorcia con Masetti. Passano appena tre minuti e si riapre tutto: Porcino firma il tris amaranto, i piemontesi rispondono ancora con Carollo. Nella ripresa cambiano gli interpreti, non il canovaccio: gli amaranto restano avanti e sfiorano il poker, ma un grande intervento di Mora dice di no al rigore calciato da Guida.
A guardare la partita nel suo complesso, resta la sensazione di una squadra che ha creato più di quanto abbia effettivamente concretizzato, con diverse occasioni da gol non sfruttate al meglio. Qualche imprecisione di troppo si è vista anche dietro: i due gol subiti dal Gozzano erano probabilmente evitabili, ed è mancato il solito affiatamento tra il portiere Lagonigro e il reparto arretrato, con l'estremo difensore apparso poco collaborativo con i compagni. Diverso il discorso per Girasole, che ha comandato la retroguardia con personalità, sempre pronto a dare indicazioni con la mano alzata: un aspetto su cui Marchionni dovrà lavorare con attenzione nelle prossime settimane di ritiro.
A dare fiducia in vista della stagione ci ha pensato anche l'avversario di giornata. Il tecnico del Gozzano, Massimiliano Guidetti, non ha usato mezzi termini nel presentare la Reggina come una delle protagoniste del proprio girone: "Ho visto una squadra molto forte che potrà competere per le prime posizioni nel proprio girone. Una squadra molto fisica, con giocatori di qualità abituati a vincere e abituati a categorie superiori come Lancini e Acquadro, per citarne solo due, per cui sicuramente la Reggina reciterà un ruolo da protagonista nel suo girone." Guidetti ha speso parole importanti anche per il pubblico amaranto: "Credo che per i giocatori della Reggina e per la società sia una grande testimonianza d'affetto e siano orgogliosi di questa gente che li segue in tutta Italia. Non fanno mai mancare il loro sostegno, anche durante le amichevoli estive lontano da Reggio." Sulla propria squadra, invece: "Il Gozzano è una squadra che lotterà per salvarsi. Non ci spaventiamo: siamo una squadra giovane, determinata e con grande entusiasmo. Il nostro obiettivo è far crescere i giovani mantenendo la categoria. Lavoriamo per questo: i ragazzi non stanno mollando di un centimetro, hanno grande dedizione al lavoro e quindi continuiamo il nostro percorso di crescita."
Una Reggina, insomma, che sa di avere qualità e struttura per puntare in alto, ma che dopo poco più di dieci giorni di ritiro non può ancora garantire la lucidità dei momenti clou. È il tempo, più che il talento, l'ingrediente che manca a questo gruppo per esprimersi al massimo delle proprie potenzialità.