Il capogruppo di Forza Italia a Villa San Giovanni guarda ai numeri dei cantieri Webuild già attivi in Calabria
"Manifestare contro il Ponte sullo Stretto di Messina è una follia, risultato di una profonda non conoscenza o, peggio, di una cecità di natura politica che rende incapaci di comprendere il valore dell'Opera per il nostro territorio e per la nostra Città in termini di crescita occupazionale e rilancio dell'economia. Non è vuota propaganda. A dimostrarlo sono i numeri dei grandi cantieri stradali e ferroviari già attivi in Calabria, recentemente pubblicati dal Contraente Generale Webuild, che dovrà realizzare anche il Ponte".
Così il Capogruppo consiliare di Forza Italia al Comune di Villa San Giovanni, Marco Santoro.
"Per i lavori del Terzo Megalotto della SS Jonica 106 sono stati creati circa 1.200 posti di lavoro, tra diretti e terzi, con il coinvolgimento, fin dall’inizio dei lavori, di una filiera produttiva di circa 900 imprese, il 45% delle quali calabresi. Per il Primo Lotto dell’AV/AC Salerno-Reggio Calabria sono stati creati oltre 2.000 posti di lavoro, con una filiera di più di 1.300 imprese coinvolte tra fornitori diretti e indiretti, di cui circa l’80% del territorio. Dietro questi numeri c’è anche un altro aspetto fondamentale: la formazione professionale, attraverso scuole create ad hoc per preparare le figure necessarie ai grandi cantieri. Un’opportunità importante per la nostra economia e soprattutto per tanti giovani che vogliono acquisire nuove competenze e costruire qui il proprio futuro. È difficile pensare che i 13,5 miliardi di investimento per la costruzione del Ponte tra Villa San Giovanni e Messina non possano generare migliaia di occasioni di lavoro, crescita professionale e importanti ricadute sul tessuto produttivo. La Calabria possiede risorse umane, imprenditoriali e produttive per partecipare da protagonista alla realizzazione dell’opera. In questo percorso sarà fondamentale anche il ruolo della società Stretto di Messina, impegnata a fare del Ponte una grande occasione di sviluppo per il territorio, massimizzandone le ricadute occupazionali. Il confronto con il mondo ambientalista è non soltanto legittimo, ma necessario. Le grandi opere devono essere realizzate nel pieno rispetto dell’ambiente e il dialogo può contribuire a migliorarne la qualità progettuale. L’esperienza del Ponte di Øresund, tra Danimarca e Svezia, dimostra come il contributo delle associazioni ambientaliste abbia consentito di introdurre importanti soluzioni a tutela dell’ecosistema, migliorando il progetto senza impedirne la realizzazione. È questo lo spirito che dovrebbe prevalere anche in Italia: un confronto serio, fondato su dati scientifici e proposte concrete. Ciò che invece non può essere condiviso è un’opposizione pregiudiziale che, anziché proporre soluzioni migliorative, sembra ricercare continuamente nuove ragioni per impedire l’opera. Il dialogo ha valore quando serve a costruire e migliorare, non quando diventa uno strumento per dire sempre e comunque “no”.
"Già nel mio precedente intervento avevo evidenziato come il Ponte rappresenti un’opera strategica per la continuità territoriale, la competitività del Mezzogiorno e il futuro dell’intera Area dello Stretto. I più recenti sviluppi dell’iter istituzionale e il nuovo quadro normativo consentono oggi di proseguire il percorso amministrativo e tecnico verso l’apertura dei cantieri, confermando la volontà dello Stato di portare finalmente a compimento un’infrastruttura attesa da decenni. Per Villa San Giovanni questa non può essere una stagione da vivere con rassegnazione o attraverso una sterile contrapposizione ideologica. È il momento di prepararci e di decidere quale ruolo vogliamo avere nella trasformazione che ci attende. Significa programmare gli interventi sulla viabilità urbana, lavorare alla riqualificazione del waterfront, migliorare i servizi, investire nella formazione professionale e sostenere le imprese locali affinché possano cogliere pienamente le opportunità offerte dai cantieri e dal futuro sviluppo economico dell’Area dello Stretto. Forza Italia continuerà a sostenere con convinzione un’opera che rappresenta un investimento sul futuro delle nuove generazioni. Dire no al Ponte significa rinunciare a migliaia di opportunità di lavoro, alla crescita delle imprese, all’innovazione e alla possibilità di restituire a Villa San Giovanni una nuova centralità nel Mediterraneo. La nostra Città non può limitarsi ad essere il luogo in cui il Ponte approda, deve essere protagonista e beneficiaria della grande trasformazione dell’Area dello Stretto. È questa la sfida che dobbiamo raccogliere per costruire il futuro del nostro territorio".