Il pubblico ha preso parte all'incontro-laboratorio “Psicologia e Musica” e al reading teatrale “Edipo, un ritratto di famiglia”
La suggestiva cornice del Castello Aragonese di Reggio Calabria ha ospitato il penultimo appuntamento del Balenando in Burrasca Festival 2026, proponendo una serata a doppio binario che ha unito riflessione scientifica, note d'autore e drammaturgia contemporanea. Nella Sala della Bega, il pubblico ha preso parte prima all'incontro-laboratorio “Psicologia e Musica”, seguito dal reading teatrale “Edipo, un ritratto di Famiglia”.
Ad aprire l’evento è stato il laboratorio curato dallo psicologo e psicoterapeuta Gaetano Mangiola, per l'associazione Ecopoiesis, che ha analizzato dinamiche emotive e disturbi psicologici servendosi delle canzoni di icone musicali come Nirvana, Pink Floyd, The Cure, Luigi Tenco e Queen. L’obiettivo, come ha spiegato lo stesso Mangiola, è stato quello di avvicinare il pubblico ai meccanismi della mente: «L’idea era fare divulgazione scientifica passando da qualcosa che tutti amiamo come la musica, spiegando non un disturbo in sé, ma stati mentali comuni che ciascuno di noi sperimenta».
La seconda parte della serata ha lasciato spazio all'intensità teatrale con il reading diretto dal regista e drammaturgo Matteo Tarasco, accompagnato in scena dalle attrici Katia Colica e Arianna Ilari. Lo spettacolo ha riletto il mito sofocleo decentrando la prospettiva: «Abbiamo scelto di raccontare la vicenda attraverso tre sguardi: Laio, la Sfinge e Giocasta», ha spiegato Tarasco, «tre esseri umani che portano una ferita che li segna e ne determina i destini».
La rilettura ha trovato echi profondi nel presente grazie alle interpretazioni femminili. Katia Colica ha ricondotto la figura di Giocasta all'attualità dei conflitti odierni: «Il suo dramma è quello universale delle madri che perdono i propri figli in guerra; una madre che piange ma cerca ancora di aprire una speranza al mondo». Dal canto suo, Arianna Ilari ha restituito una Sfinge spogliata della sua aura di mostro: «È una donna nata con una disabilità fisica, temuta come creatura crudele a causa di maldicenze e superstizioni che hanno trasformato una condizione reale in una pura invenzione».