La sperimentazione di Assipan non è però priva di nodi da sciogliere: "Devono aderire tutti, compresa la grande distribuzione"
Tra rincari energetici, impennata dei prezzi delle materie prime e una cronica carenza di personale, il comparto della panificazione a Reggio Calabria attraversa un momento di grave sofferenza. Per alleggerire la pressione economica sulle imprese e ripensare l'organizzazione del lavoro, Assipan Confcommercio ha promosso una sperimentazione per introdurre la chiusura festiva dei panifici, una misura accolta con favore dagli operatori del settore ma non priva di nodi da sciogliere.
A pesare sui fornai sono soprattutto i ritmi insostenibili imposti dal mestiere. «È una scelta giusta perché facciamo un lavoro usurante, sette su sette e sempre di notte», spiega un panificatore locale. «Ci vorrebbe finalmente la domenica libera, ma deve valere per tutti: o tutti o nessuno, compresa la grande distribuzione. Chi lavora tutti i giorni ha bisogno di riposo e di tempo per la famiglia».
Resta viva la preoccupazione per il potenziale dilagare del commercio abusivo di pane durante i turni di riposo, un problema già diffuso sul territorio. Per arginarlo, la categoria chiede un presidio rigoroso: «Il rischio dell'abusivismo c'è, ma serve un contrasto efficace e più controlli da parte delle forze dell'ordine». Nonostante la domenica rappresenti tradizionalmente un momento di vendite sostenute, grazie anche all'afflusso di visitatori dai paesi limitrofi, la necessità di tutelare il benessere dei lavoratori e la tenuta delle attività viene considerata prioritaria rispetto agli incassi del fine settimana.