Mancata vaccinazione anti-Covid, assolto il medico reggino Angelo Casciano: "Il fatto non costituisce reato"

Autore Grazia Candido | gio, 05 nov 2026 07:13 | Medico No-Vax Assolto Casciano

Il dottore era finito sotto processo dopo essere stato sorpreso dai Nas mentre visitava i pazienti durante la procedura di sospensione

Si conclude con un'assoluzione la lunga vicenda giudiziaria che ha coinvolto il dottor Angelo Casciano, medico di famiglia di origine reggine e residente oramai da tempo ad Aprilia dove lavora, finito sotto processo per aver continuato a esercitare la professione durante il periodo in cui era stata avviata nei suoi confronti la procedura di sospensione legata alla mancata vaccinazione anti-Covid. Il Tribunale di Latina ha stabilito che il fatto contestato non costituisce reato, mettendo così fine a una vicenda iniziata nel novembre del 2021.

A ricostruire quanto accaduto è stata l'attività dei carabinieri del Nas che, nel corso di un controllo, si presentarono nell'ambulatorio del professionista, sorprendendolo mentre stava effettuando visite ai propri pazienti. In quel periodo, infatti, la Asl di Latina aveva già avviato la procedura amministrativa per la sua sospensione dall'esercizio della professione sanitaria, in conseguenza della mancata adesione all'obbligo vaccinale previsto per il personale sanitario durante l'emergenza pandemica.

Il procedimento giudiziario era nato proprio da quell'accertamento, con l'ipotesi di esercizio abusivo della professione. Una contestazione che il medico ha sempre respinto, sostenendo di non aver avuto piena conoscenza del provvedimento di sospensione. In particolare, Casciano aveva spiegato di non aver ancora preso visione della comunicazione inviata dalla Asl tramite posta elettronica certificata e di ritenere che la sospensione dovesse essere formalmente notificata anche attraverso il proprio Ordine professionale.

Adesso, è arrivata la decisione del Tribunale di Latina. Il giudice monocratico Elena Sofia Ciccone, accogliendo anche la richiesta di assoluzione avanzata dal pubblico ministero, ha pronunciato una sentenza favorevole al medico, stabilendo che il fatto contestato non costituisce reato. Una conclusione che chiude il capitolo penale di una vicenda che si è protratta per circa cinque anni.

Per Casciano, tuttavia, le conseguenze non si erano limitate all'aspetto giudiziario. La sospensione aveva comportato anche ripercussioni sul piano professionale ed economico, con un periodo di difficoltà e la perdita dello stipendio. Una situazione che il medico ha dovuto affrontare mentre cercava di far valere le proprie ragioni nelle sedi competenti. Successivamente, era arrivato il reintegro nell'attività professionale.

Nel corso della vicenda, il dottore ha inoltre precisato che la propria posizione non doveva essere interpretata come una contrarietà generale alle vaccinazioni, ma come una scelta personale maturata nel particolare contesto dell'emergenza sanitaria.

All'uscita dal Tribunale, Casciano ha manifestato soddisfazione per l'esito del procedimento, ringraziando il proprio legale, l'avvocato Alessandro Maria Scavolini, e tutte le persone che gli sono state vicine durante questi anni.

"Oggi giustizia è stata finalmente fatta", il commento del medico, che ha vissuto la conclusione del processo come il punto di arrivo di una lunga battaglia giudiziaria e personale.

Con la sentenza del Tribunale di Latina si chiude dunque il procedimento penale nato dai controlli dei Nas del novembre 2021. Una vicenda che, a distanza di cinque anni, restituisce al medico una pronuncia favorevole rispetto all'accusa che gli era stata contestata.

Aggiornamenti e notizie