Tra le iniziative preannunciate dal sindacato anche il blocco dello straordinario non programmato e sit-in davanti ai presidi istituzionali
Un sistema penitenziario in difficoltà, tra sovraffollamento, strutture degradate e carenza di personale. È quanto denuncia l’OSAPP, l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, in una nota tecnico-sindacale inviata al ministro della Giustizia Carlo Nordio, al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
La relazione fa seguito agli accertamenti effettuati dal sindacato il 30 ottobre scorso negli istituti penitenziari della Calabria e fotografa, secondo i dati raccolti dall’organizzazione, una situazione particolarmente critica. A fronte di una capienza teorica regionale di 2.707 posti, 393 risulterebbero inagibili. I posti effettivamente disponibili scenderebbero così a 2.314, a fronte di 2.901 detenuti presenti, con un tasso di sovraffollamento reale del 125,4%.
Tra gli istituti con le maggiori criticità figurano Castrovillari, con un indice del 179%, Paola (159%), Locri (155%) e Crotone (146%). A questo quadro si aggiunge la carenza di personale: secondo l’OSAPP, in Calabria sarebbero presenti 1.659 agenti rispetto ai 1.995 previsti, con una scopertura media del 17% e situazioni particolarmente difficili a Crotone e Palmi.
Nel documento trova spazio anche la situazione della casa circondariale di Reggio Calabria Arghillà. Il sindacato segnala problemi nell’organizzazione dei reparti, la presenza di un unico preposto per quattro aree operative e criticità nei percorsi utilizzati dagli agenti durante gli interventi di emergenza. Denunciate inoltre carenze nei servizi igienici dei box di guardia e condizioni di degrado nella caserma destinata al personale.
L’OSAPP richiama anche l’attenzione sulla sicurezza degli impianti elettrici, sulle condizioni microclimatiche degli ambienti di lavoro e sull’esposizione degli agenti a situazioni di rischio, tra aggressioni e difficoltà operative. Nella nota viene contestata, inoltre, la gestione dei procedimenti disciplinari e delle valutazioni professionali, che secondo il sindacato finirebbe per penalizzare il personale chiamato a lavorare in condizioni organizzative difficili.
Da qui la richiesta di un piano straordinario per la messa in sicurezza degli istituti, della revisione dell’accorpamento gestionale delle strutture reggine di Arghillà e San Pietro e del ripristino dei giudizi valutativi contestati.
L’organizzazione sindacale ha fissato in 15 giorni il termine per ottenere risposte concrete. In caso contrario, annuncia il ricorso agli organi di vigilanza e alle Procure competenti, oltre alla proclamazione dello stato di agitazione regionale della Polizia Penitenziaria. Tra le iniziative preannunciate anche il blocco dello straordinario non programmato e sit-in davanti ai presidi istituzionali.