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La poesia come strumento di dialogo e giustizia: a Locri la riflessione per la pace promossa dall'Archeoclub

Autore Redazione Web | mer, 04 nov 2026 16:43 | Locri Pace Giustizia Dialogo Letteratura Archeoclub

L'incontro ha esplorato il bisogno universale di concordia attraverso i linguaggi della letteratura, della storia e dell'impegno etico

Nella biblioteca di Palazzo Nieddu del Rio a Locri, la cultura si fa presidio civile con l'iniziativa "Pace: versi, idee e testimonianze di una ricerca senza tempo", promossa dalla locale sezione dell'Archeoclub d'Italia. L'incontro ha inteso esplorare il bisogno universale di concordia attraverso i linguaggi della letteratura, della storia e dell'impegno etico, superando una definizione riduttiva di pace vista unicamente come assenza di guerra per restituirle la dimensione di pratica quotidiana fondata su nonviolenza, equità e giustizia sociale.

A illustrare le motivazioni dell'evento è stato il presidente dell'Archeoclub di Locri, Nicola Monteleone, che ha spiegato come sia emersa «l'esigenza, visto il momento storico a livello mondiale che stiamo vivendo, di offrire alla comunità un messaggio di speranza e di pace». Un appello che assume particolare rilievo di fronte a uno scenario globale che continua ad affidare alle armi la risoluzione delle controversie.

Sul valore delle parole e della cultura umanistica si è soffermata la scrittrice ed ex docente Rosa Chiricosta, autrice di raccolte poetiche dedicate al tema, evidenziando come «le discipline umanistiche, in particolare la letteratura e la poesia, possano ancora far reinterpretare il presente e dare indicazioni per ritrovare il dialogo che sta alla base della pace e della composizione dei conflitti». Sebbene il verso non abbia la forza materiale di fermare un esercito o disarmare un missile, conserva infatti il potere decisivo di impedire che la violenza venga percepita come una condizione normale.

La dimensione dell'impegno etico è stata infine approfondita dalla docente di storia e filosofia Annamaria Mittica, che ha rimarcato come la pace «non si costruisca soltanto all'interno dei luoghi deputati alla diplomazia, ma sia costruita quotidianamente attraverso volontà, determinazione e responsabilità individuale». Un messaggio corale che affida alla parola e alla consapevolezza di ciascuno la costruzione di percorsi autentici di convivenza e giustizia.

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